Vive l'Anarchie - Semaine 02, 2023

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Milano, domenica 15 gennaio: corteo per Alfredo e contro il 41 bis

Publié le 2023-01-09 12:05:02

Milano, domenica 15 gennaio: corteo per Alfredo e contro il 41 bis

corteo41

Riceviamo e diffondiamo:

Uno sciopero della fame a oltranza per la libertà di tutte e tutti

A Milano ancora in piazza domenica 15 gennaio

Domenica 15 gennaio
MANIFESTAZIONE 
Ore 15
Porta Genova – Milano

Il prigioniero anarchico Alfredo Cospito è in sciopero della fame a oltranza dal 20 ottobre contro il regime del 41 bis e l’ergastolo ostativo. Da otto mesi si trova rinchiuso in 41 bis nel carcere di Bancali, Sassari, per un’azione contro la caserma allievi carabinieri a Fossano (CN) che non ha provocato né morti né feriti ma che la Cassazione ha riqualificato come strage politica con conseguente possibile condanna all’ergastolo ostativo. Neppure per piazza Fontana, per la stazione di Bologna o per le stragi di Falcone e Borsellino è stata applicata questa tipologia di accusa.
Ha perso 35 chili e i parametri vitali sono al limite. Il 19 dicembre il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha confermato la sua detenzione in 41 bis, di fatto firmandone la condanna a morte. La sua lotta ha avuto la forza di aprire uno squarcio sulla ferocia di questo regime a cui nessuno prima poteva portare critiche senza essere accusato di collusione con i “mafiosi” e di indebolire la lotta dell’Antimafia.
Il 41 bis, per come lo conosciamo ora, esiste dal 1992 e non ci risulta, dopo trent’anni, che le organizzazioni di stampo mafioso abbiano subito un indebolimento. Infatti il vero intento di questo trattamento penitenziario non è impedire i contatti con l’organizzazione criminale di appartenenza all’esterno, come recita il provvedimento che lo istituì, ma di costringere a dissociarsi, a pentirsi, ad accusare qualcun altro da mandare dentro al posto di chi così spera di uscirne.
Isolare, punire, seppellire. Questo è lo scopo di un regime che ormai in tanti definiscono di tortura, in cui si è totalmente tagliati fuori dal mondo, da qualunque rapporto anche con altri detenuti che non siano quelli decisi dalle direzioni, chiusi in celle spoglie, spesso sottoterra, nelle quali anche l’esposizione di una foto e qualsivoglia materiale compresi i giornali è sottoposta a censura e alla decisione dei direttori. La possibilità di leggere è limitata a 4 libri al mese. I colloqui, uno al mese, si svolgono dietro al pannello di plexiglas. Né i familiari né gli avvocati possono portare fuori neppure una parola del detenuto, pena denuncia con rischio di condanne da 3 a 7 anni di carcere.
In tutto il paese e in tante parti di Europa e del mondo si sono attivate numerose iniziative di solidarietà che hanno riaperto il dibattito pubblico sugli aspetti repressivi del sistema carcerario italiano di cui il 41bis è la punta di diamante.
L’ampia adesione alla giornata di mobilitazione milanese del 29 dicembre, nonostante il divieto posto dalla Questura proprio per scoraggiare la partecipazione, dimostra che la solidarietà allo sciopero della fame di Alfredo e al regime di tortura del 41 bis sono elementi riconosciuti come propri da settori militanti, sindacali e sociali non quindi circoscritti alla sola area anarchica.
Le notizie invece diffuse dai media hanno il chiaro intento di confinare la breccia apertasi, con la coraggiosa lotta di Alfredo, nel consenso o silenzio che regnava sul regime di tortura del 41 bis, vera pietra angolare che regola l’approfondirsi dell’arbitrio carcerario attraverso l’onnipotenza di strutture come la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
Va mantenuta viva e concreta la critica al regime di tortura del 41 bis, dell’ergastolo ostativo e in generale al criterio della “collaborazione” quale strumento premiale o punitivo di mobilità fra i circuiti carcerari che istituzionalizza l’arbitrio e il baratto.
Il 41 bis, l’ergastolo ostativo sono solo la punta estrema di un sistema repressivo le cui ricadute e i cui effetti li misuriamo ogni giorno: va contrastata la crescente criminalizzazione delle lotte sociali – il tributo pagato è già altissimo in termini di repressione, misure preventive e carcere – in particolare della componente anarchica e compresa la sua natura strumentale finalizzata

a generalizzare un continuo inasprimento dell’azione repressiva come la storia di questo paese ben ci ha insegnato.
La repressione colpisce e minaccia chiunque non abbassa la testa di fronte allo sfruttamento nei luoghi di lavoro, nella scuola con l’alternanza scuola-lavoro, alla distruzione dell’ambiente, al saccheggio dei territori, alla guerra e al razzismo di stato.

Assemblea cittadina
Contro carcere, 41 bis, ergastolo ostativo
Fuori Alfredo dal 41 bis
Solidali con chi lotta nelle carceri

“Stato assassino. Alfredo libero”. Attaccate due banche e un ufficio postale in solidarietà con Alfredo Cospito in sciopero della fame ad oltranza (Saronno, 28 dicembre 2022)

Publié le 2023-01-09 21:20:03

“Stato assassino. Alfredo libero”. Attaccate due banche e un ufficio postale in solidarietà con Alfredo Cospito in sciopero della fame ad oltranza (Saronno, 28 dicembre 2022)

Riceviamo e a nostra volta diffondiamo:

https://lanemesi.noblogs.org/post/2023/01/04/stato-assassino-alfredo-libero-attaccate-due-banche-e-un-ufficio-postale-in-solidarieta-con-alfredo-cospito-in-sciopero-della-fame-ad-oltranza-saronno-28-dicembre-2022/

“Stato assassino. Alfredo libero”. Attaccate due banche e un ufficio postale in solidarietà con Alfredo Cospito in sciopero della fame ad oltranza (Saronno, 28 dicembre 2022)

Publié le 2023-01-09 21:20:03

“Stato assassino. Alfredo libero”. Attaccate due banche e un ufficio postale in solidarietà con Alfredo Cospito in sciopero della fame ad oltranza (Saronno, 28 dicembre 2022)

Passeggiando per le vie di Saronno, la mattina del 28/12/22, si notava ciò di cui i giornali hanno scentemente preferito tacere:

— la sede della BNL con bancomat e vetrate in frantumi
— la sede delle poste di via Varese con vetrate danneggiate
— la sede di un’altra banca saronnese con tutti i vetri infranti

Bastava uno sguardo in più (o una indicazione di censura da parte della questura in meno) per trovare il senso di ciò che le testate giornalistiche locali hanno derubricato come “vandali in azione nella notte”: infatti di fianco ad ogni vetro danneggiato risultava evidente e ben visibile la scritta “Stato assassino. Alfredo libero”. Nulla di casuale, quindi, ma tre azioni in solidarietà ad Alfredo Cospito, anarchico prigioniero in sciopero della fame da oltre due mesi che lo Stato italiano ha condannato a morte.

Ci si chiede come questo sia potuto sfuggire loro, ma non si pecca di ingenuità: quando lo Stato ha paura, la censura non tarda ad arrivare.

[Tratto da https://ilrovescio.info/2023/01/02/saronno-banche-danneggiate-per-alfredo/]

Trento: Presidio solidale al tribunale

Publié le 2023-01-09 21:20:08

Trento: Presidio solidale al tribunale

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Resoconto della manifestazione a Pescara del 7 gennaio

Publié le 2023-01-09 21:20:10

Resoconto della manifestazione a Pescara del 7 gennaio

 

Riceviamo e diffondiamo:

Pescara 7 Gennaio.
Il presidio in solidarietà con Alfredo Cospito dopo svariati interventi a microfono aperto è diventato un corteo, che nonostante le intimidazioni fisiche e verbali della polizia, ha fatto riecheggiare per i vicoli del centro storico la rabbia e la determinazione delle e dei solidali.
La lotta prosegue!
Per Alfredo, Ivan e Thanos in sciopero della fame!
Per tutte e tutti le/i prigioniere/i anarchiche e rivoluzionarie/i.
Per chi è privata/o della libertà!
Non un passo indietro!
Per l’Anarchia!

[IT, EN] Aggiornamento sulle condizioni di salute di Alfredo Cospito al 78esimo giorno di sciopero della fame ad oltranza (5 gennaio 2023)

Publié le 2023-01-09 21:20:12

[IT, EN] Aggiornamento sulle condizioni di salute di Alfredo Cospito al 78esimo giorno di sciopero della fame ad oltranza (5 gennaio 2023)

Riceviamo e diffondiamo:

Aggiornamento sulle condizioni di salute di Alfredo Cospito al 78esimo giorno di sciopero della fame ad oltranza (5 gennaio 2023):

https://lanemesi.noblogs.org/post/2023/01/09/aggiornamento-sulle-condizioni-di-salute-di-alfredo-cospito-al-78esimo-giorno-di-sciopero-della-fame-ad-oltranza-5-gennaio-2023/

Il 5 gennaio, 78esimo giorno di sciopero della fame ad oltranza contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo, l’emittente radiofonica antagonista Radio Onda d’Urto ha trasmesso un secondo intervento della dottoressa di fiducia che sta visitando regolarmente il compagno anarchico Alfredo Cospito, recluso nel carcere di Bancali, a Sassari. Come per l’aggiornamento al 71esimo giorno di sciopero della fame (29 dicembre), riportiamo una trascrizione dell’intervento e la registrazione della trasmissione:

«[…] Tutto sommato le condizioni di Alfredo sono buone. Regge il digiuno in un modo inaspettato, forse perché è partito da un peso alto, all’inizio era 115 kg, oggi è 2 kg sotto l’ultima volta che l’ho visto, quindi stiamo parlando di 83,5 kg. Tutto sommato è assolutamente lucido, ben orientato nel tempo e nello spazio, riferisce solo qualche calo pressorio, soprattutto quando si alza, e questo ci sta perché sta viaggiando con una pressione un pochino bassa; però non particolarmente, oggi aveva 105 di massima, su 70 di minima, quindi tutto sommato una pressione buona. Gli esami ematochimici – non sono arrivati gli ultimi –, dai penultimi la situazione era stazionaria come i precedenti, quindi c’è un lieve calo dei globuli bianchi, però come per il resto […] i parametri vitali sono buoni. Per quanto riguarda il potassio non so dirvi niente, perché, come vi avevo detto nell’ultima intervista, il potassio era un po’ basso, però sembra – dall’elettrocardiogramma dove si vede indirettamente un eventuale calo del potassio – che non esistano più quelle alterazioni tipiche da ipopotassiemia. Lui sta prendendo del miele ogni tanto, e questo gli sta facendo bene anche per quanto riguarda una sorta di cheilosi che aveva sulla lingua, con patina, ecc., fondamentalmente il miele è un antibiotico naturale. Oggi gli ho portato del curaseptic, che è un colluttorio molto disinfettamente […], la polizia penitenziaria non voleva, poi sono riuscita a fargli fare uno sciacquo, e questo l’ha fatto stare bene; poi ha usato questa spazzola che gli ho portato io sempre per togliere la placca dalla lingua, e tutto sommato era molto contento di come se la sentiva, di come si sentiva la bocca. Quindi fondamentalmente la situazione è stazionaria […]».

 


Update about the health condition of Alfredo Cospito on the 78th day of hunger strike (Italy, January 5, 2023):

https://lanemesi.noblogs.org/post/2023/01/09/update-about-the-health-condition-of-alfredo-cospito-on-the-78th-day-of-hunger-strike-italy-january-5-2023/

Possa piacere oppure no

Publié le 2023-01-09 21:20:12

Possa piacere oppure no

Sabato 5 ottobre, giornata molto importante, a un anno dall’attacco all’entità coloniale, suprematista sionista da parte della Resistenza Palestinese, si è voluto scendere in piazza a Roma per solidarizzare con i popoli palestinese, libanese e sfidare lo Stato militarista della Meloni perfettamente integrato nelle necessità della catena di comando della NATO.

Dopo più di un mese di tensione innescata dagli apparati statali e particolarmente da quello mass-mediatico prima del corteo, fatta di falsa informazione (o totale silenzio) riguardante questa iniziativa, in modalità del tutto terroristica, utilizzando pedinamenti, controlli sulle strade dirette verso la capitale, fermi di polizia, fogli di via preventivi, ecc., cercando in ogni modo di imporre un divieto a ogni forma di solidarietà nelle piazze, più di 10mila solidali e resistenti si sono ritrovati/e a Roma. Sfidando la forza armata repressiva dello Stato italiano, complice e partecipe del genocidio messo in atto dall’entità sionista tramite armamento bellico, finanziamenti pubblici/statali, relazioni diplomatiche e carcerazioni varie.

Scendere in piazza significava, significa e significherà essere schierati apertamente, ostili nei confronti di un nemico che si è voluto dichiarare palesemente con il VIETARE un corteo solidale con motivazioni vergognose e diffamatorie, non solo nei riguardi dei/lle presenti, ma di tutti/e quelli/e che hanno combattuto e fatto la storia con l’idea di libertà che, tutt’oggi, è stata messa nel dimenticatoio.

Ora più che mai si necessita una consapevolezza di modalità e di intenti per proseguire la battaglia, contro la guerra permanente mai dichiarata apertamente dalla classe dominante ma che, a passi da gigante, se non trova ferrea opposizione, ci trascinerà tutti/e in un baratro senza fine.

Possa piacere oppure no, chi ha scelto a proprio rischio di essere presente a Roma, e quindi ha intrapreso le proprie modalità di contrasto al sistema di repressione pre-guerra di Meloni, Crosetto e Piantedosi, utilizzando forme sempre più organizzate e consapevoli, sarà d’ora in avanti espressione di lotta radicalizzata.

Dinnanzi all’avanzata repressiva di uno Stato sempre più guerrafondaio, l’unica risposta è e sarà la lotta. Che il pacifismo e la non violenza si trasformino in resistenza attiva o lascino il campo a chi è disposto a combattere.

Possa piacere oppure no.

Complici e solidali con Tiziano, arrestato sabato 5 ottobre durante gli scontri.
Libertà per Anan Yaeesh.
Complici e solidali con chi lotta.
Palestina libera, Libano libero, morte al sionismo!

Anarchici e anarchiche contro la guerra e per la Palestina libera

PDF: Possa piacere oppure no

[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2024/10/11/possa-piacere-oppure-no/]

Marseille : solidarité avec Alfredo

Publié le 2023-01-09 21:20:20

Ce soir on est allé·e·s exprimer notre solidarité avec Alfredo Cospito et notre refus de la prison en dérangeant le bon déroulement d’une conférence qui se tenait à la mairie du 1er et 7ème arrondissement de Marseille et qui s’appelait « Qu’attend-on de la prison » avec une banderole, et le tract ci-dessous.

Contre toutes les prisons
Solidarité avec Alfredo

NI41BIS

Athènes – Incendie de deux machines sur le chantier de la nouvelle ligne de métro

Publié le 2023-01-10 08:10:02

Lundi 26 décembre, nous avons mis le feu à deux machines de construction utilisées sur le chantier de la nouvelle ligne de métro sur la place du Premier Mai.
Nous avons attaqué les machines du métro sur l’avenue Veikou, dans le quartier de Galasti, dès que le temps a changé. Nous avons réalisé qu’avec l’humidité intense de l’air, il y avait une possibilité d’échec de l’action. Quoi qu’il en soit, nous avons décidé de prendre le risque et le résultat a été que 3 machines de projet ont été complètement détruites et probablement plusieurs autres ont été endommagées, ce qui est une chose positive pour nous.

Ce qui s’est passé n’arrêtera en aucun cas les travaux du métro, mais cela a entraîné 5 machines endommagées qui ont causé une bonne perte financière et envoyé un message de résistance. Peut-être que notre action n’a causé qu’un léger retard dans le processus de travail, mais nous préférerons toujours l’action au simple fait d’être spectateur de cette absurde et triste réalité.

Il a été facile de choisir la cible, non seulement pour ce qu’elle représente comme symbole, mais aussi pour l’utilité pratique qu’elle apporte à la normalité des villes. Le métro, les travaux d’aménagement urbain, les bulldozers et autres machines ne sont que l’illustration de la gentrification, du progrès, de la modernisation, de la destruction de la nature et de l’imposition du système techno-industriel.
Nous ne sommes pas convaincus par le discours du gouvernement selon lequel le métro et les autres projets (grande promenade, réaménagement de la colline Strefi, etc.) sont dans notre intérêt. Nous savons déjà ce qu’ils veulent dire quand ils parlent de développement. Nous savons à qui profitent ces plans et ils ne servent certainement pas à faciliter la vie des habitants des centres urbains, mais agissent comme un réseau de production/consommation.

Les villes dans lesquelles nous vivons sont une dystopie faite de béton et d’acier qui engloutit ses habitants pour pouvoir continuer à exister. Le rythme de vie effréné, la surpopulation, la pollution, le stress, le travail comme but de la vie, les troubles mentaux et les maladies sont quelques-uns des effets du mode de vie moderne ; la gentrification et tout autre plan de développement urbain assurent l’assujettissement de ce mode de vie malade. Ils doivent savoir que chacun de ces plans visant à créer une prison ouverte, comme le sont les villes, nous trouvera face à eux, armés.

Nous croyons que nos choix représentent ce que nous sommes. Pendant les vacances, chacun de nous choisit comment il va agir. La plupart choisissent de cacher leur misère quotidienne avec des doses de faux bonheur, en mangeant des plats de Noël, ou en s’éclatant dans les fêtes. Nous avons choisi de passer à l’offensive, et de dire adieu à 2022 en accueillant 2023 avec feu. Rien n’est fini, tout continue.

Nous voulons dédier l’action au gréviste de la faim et de la soif anarchiste Thanos Hatzianggelou où une tentative d’alimentation forcée a déjà eu lieu et au gréviste de la faim anarchiste Alfredo Cospito.
Nous saluons les 4 camarades emprisonnés pour l’affaire du Pirée et Kostas D.

VILLE LAIDE MAGNIFIQUEMENT BRÛLÉE
LA GUERRE FAIT RAGE

Traduit d’actforfree

Patras – revendication de l’incendie d’une camionnette ΟSΕ en solidarité avec Thanos Chatziangelou.

Publié le 2023-01-10 08:10:04

Dans la nuit du 28 au 29 décembre, nous avons mis le feu à une camionnette appartenant à la ΟSΕ (société publique qui gère les lignes de chemin de fer grecques) dans la région d’Agia Sophia, à Patras, comme une petite contribution à la lutte du camarade Thanos Chatziangelou, en grève de la faim et de la soif depuis le 19 décembre. Nous avons choisi ce jour car une journée nationale de solidarité a été appelée pour Thanos.

Compagnon Thanos, tiens bon.

Les prisonniers dans les prisons grecques se battent contre le nouveau code pénal depuis environ un mois, c’est pourquoi ils subissent les actions vindicatives de l’État. Nous, vos compagnons, agissons comme nous le devons, et à chaque occasion possible, nous attisons les flammes de la solidarité, de la vengeance et de l’attaque, en espérant qu’elles atteindront vos consciences inflexibles et illumineront vos difficiles nuits d’emprisonnement, même si ce n’est que pour un petit moment.

CEUX QUI OUBLIENT LES PRISONNIERS DE GUERRE OUBLIENT LA GUERRE ELLE-MÊME.

Compagnon, que cette attaque ne soit qu’un petit rappel pour vous et pour l’État : nous n’abandonnerons jamais nos positions, nous ne livrerons jamais nos armes et nos consciences à l’ennemi, et nous attaquerons chaque fois avec une nouvelle vigueur et une nouvelle fureur.

Camarade THANOS, Camarade KOSTAS, Camarade LAMBROS, Camarade FOTIS, Camarade GIANNIS, Camarade IASONAS, la guerre n’est pas finie, pas de capitulation, pas de soumission.

Solidarité avec le camarade Alfredo Cospito et les 11 combattants turcs en grève de la faim.

Cette grève est dédiée à Kostas Fragoulis.

Traduit de Inferno Urbano

Hambourg – Attaque incendiaire d’un camion Strabag en solidarité avec Alfredo Cospito et ceux qui se battent à Lützerath

Publié le 2023-01-10 08:10:06

En solidarité avec l’anarchiste Alfredo Cospito en grève de la faim, dans la nuit du 5 janvier à Schanze [district de Hambourg], nous avons mis le feu à un camion appartenant à la société Strabag.
Strabag ne construit pas seulement des prisons. En commençant par la lutte pour la forêt de Dannenröder, ils ont souvent été attaqués pour avoir participé activement à la destruction de la nature. Notre feu veut aussi donner de la force à ceux qui se battent à Lützerath et dans les environs. Le jour X a déjà été annoncé.

« Nous sommes solidaires d’Alfredo Cospito, qui mène une grève de la faim depuis le 20 octobre 2022 contre sa détention en isolement 41-bis et contre l’emprisonnement à perpétuité incompressible. Les conditions de détention d’Alfredo sont légèrement meilleures que les semaines précédentes. Il a perdu beaucoup de poids et sa santé est relativement stable, mais la situation peut se détériorer à tout moment. Deux autres prisonniers en Italie, Anna et Juan, ont entamé des grèves de la faim prolongées par solidarité et Ivan Alocco, un prisonnier en France, soutient également Alfredo dans sa grève de la faim. Toby Shone, un prisonnier en Angleterre, soutient Alfredo en refusant de manger plusieurs jours par semaine.
Nous sommes également solidaires de Thanos Chatziangelou, de l’organisation Anarchist Action, qui a été transféré illégalement de Korydallos à la prison de Nigrita à Serres le 19 décembre. Le même jour, Thanos a commencé une grève de la faim et de la soif. Le camarade est impliqué dans les récentes mobilisations dans les prisons grecques contre les nouvelles lois sévères. Des mobilisations qui ont lieu dans de nombreux endroits et auxquelles de nombreux prisonniers ont participé ces derniers mois.
Le 25 décembre, il a été transféré à l’hôpital Nigrita, où il est sous surveillance policière 24 heures sur 24. Le soir du 31 décembre, des médecins extérieurs, sur la base d’un ordre du procureur, ont essayé pour la première fois de le soumettre à la torture de l’alimentation forcée. Thanos a résisté et a arrêté les injections. Le gavage est une torture ! Les demandes de notre camarade doivent être satisfaites ! Les raisons de son transfert doivent être clarifiées et il doit être renvoyé à Korydallos.
Cinq autres prisonniers en Grèce ont entamé une grève de la faim en solidarité avec ses demandes.
Nous sommes solidaires des 11 camarades turcs détenus en Grèce : Ali Ercan Gökoğlu, Burak Agarmış, Hasan Kaya, Sinan Çam, Şadi Naci Özpolat, Halil Demir, Anıl Sayar, Harika Kızılkaya, Hazal Seçer, Sinan Oktay Özen, İsmail Zat. Ils sont en grève de la faim depuis le 7 octobre, exigeant un procès équitable et la levée immédiate de la peine de 133 ans de prison qu’ils ont collectivement reçue d’un tribunal grec. Ils réclament également leurs droits en matière d’arrestation et de statut légal en Grèce. De nombreux prisonniers en Grèce sont solidaires des « 11 ».

Ce sont les mots que nous partageons avec l’appel à la procession « NO PRISON, NO NATION, STOP ISOLATION » le 8 janvier à Berlin.
Liberté pour tous les prisonniers ! A bas les murs et les compagnies d’énergie !

Traduit de lanemesi

« Susy Schlein apprend à te garer », Plainte contre huit anarchistes pour avoir scandé des slogans devant le tribunal de Turin.

Publié le 2023-01-10 08:10:08

Huit anarchistes ont été identifiés et inculpés pour les chants qui ont été scandés dans la salle d’audience du tribunal de Turin le 5 décembre lors du procès d’Alfredo Cospito et Anna Beniamino. « Susy Schelein apprend à te garer, à Athènes ils te l’ont fait payer » et « Si tu es pour le nucléaire, apprends à boiter », les deux slogans criés après les déclarations spontanées des deux anarchistes, accusés de l’attaque de la caserne des carabiniers à Fossano (Cuneo) en 2006.

Selon les enquêteurs, les refrains étaient une référence claire à l’attentat contre la première conseillere de l’ambassade à Athènes, revendiqué par le groupe grec « Carlo Giuliani revenge nuclei », et à Roberto Adinolfi, l’administrateur délégué d’Ansaldo Nucleare, abattu d’une balle dans la jambe par Cospito à Gênes. Les anarchistes ont été expulsés de la salle d’audience sur ordre de la présidente de la cour d’assises Piera Caprioglio.

Traduit de La presse

Carapatage#42: Régime 41 bis et grève de la faim (04.01.23)

Publié le 2023-01-10 21:10:10

Télécharger l’émission

Lien vers le podcast

Des brèves, une mise à jour sur la situation d’Alfredo Cospito et les actions en solidarité avec sa grève de la faim et une retransmission d’une émision de la courte échelle autour du régime d’isolement « 41 bis » et pour finir une chronique du film Great Freedom (2021).

Sommaire:

Playlist:

Ressources:

Bologne : Un distributeur de billet et un point Amazon martelés

Publié le 2023-01-11 07:55:02

L’autre nuit, nous avons décidé de marteler un distributeur de BPER et un point de retrait d’amazon.
Un petit geste de solidarité avec Alfredo qui fait une grève de la faim depuis le 20 octobre contre le 41bis et la prison à vie. Solidarité avec Thanos, Ivan, Juan, Anna, Toby et tous les prisonnier-e-s  révolutionnaires et toute personne derrière les barreaux.
Contre toutes les prisons et les frontières. Pour la liberté, pour l’anarchie.

Traduit d’Il Rovescio

Lugano, Suisse : un fourgon de l’Université incendié

Publié le 2023-01-11 07:55:04

Au petit matin du mardi 10 janvier, loin des fanfares assembléaires, une camionnette appartenant à l’Université de Lugano a été attaquée par le feu en solidarité avec le compagnon anarchiste Alfredo Cospito, en grève de la faim depuis 83 jours.

Le choix de la faculté n’était pas fortuit, en effet, le complexe attaqué abrite des salles de cours et des bureaux de la Faculté d’informatique (www.inf.usi.ch) de la Faculté des sciences biomédicales (www.biomed.usi.ch/it), du Département des technologies innovantes de la SUPSI (www.supsi.ch/dti/) et de l’Institut Dalle Molle pour l’étude de l’intelligence artificielle (IDSIA)(www.idsia.ch).

Face à l’avenir de plus en plus meurtrier proposé par la société et la civilisation, la seule voie viable est celle de l’attaque

Allez Thanos Chatziangelou
Force Ivan Alocco
Force à tous les anarchistes et combattants révolutionnaires emprisonnés

Une salutation chaleureuse à ceux qui sont en cavale.
Que ce petit foyer vous réchauffe.

Vive l’anarchie
Vive l’Internationale noire
Mort au techno-monde

Traduit d’Inferno Urbano

Bancali (Sassari), 15 gennaio: presidio al carcere in solidarietà ad Alfredo

Publié le 2023-01-12 23:55:03

Bancali (Sassari), 15 gennaio: presidio al carcere in solidarietà ad Alfredo

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Riceviamo e diffondiamo:

 

Presidio solidale con Alfredo Cospito – Bancali domenica 15 gennaio 2023

PRESIDIO SOLIDALE
con Alfredo Cospito
in sciopero della fame dal 20 ottobre
e con i/le prigionieri/e in lotta

“Abolizione del regime del 41bis.
Abolizione dell’ergastolo ostativo.
Soidarietà a tutti i prigionieri
anarchici, comunisti e rivoluzionari nel mondo.
Sempre per l’anarchia.”
Alfredo Cospito

LIBERX TUTTX LIBERE TUTTE LIBERI TUTTI

Per mandare saluti e messaggi ad Alfredo scrivere e mandare mp3 alla mail: evaliber2@inventati.org<mailto:evaliber2@inventati.org>
verranno rilanciati al presidio!

CARCERE DI BANCALI – SASSARI

DOMENICA 15 GENNAIO 2023 H:17:00

Marina di Carrara, 21 gennaio: presidio in solidarietà ad Alfredo Cospito

Publié le 2023-01-13 00:00:06

Marina di Carrara, 21 gennaio: presidio in solidarietà ad Alfredo Cospito

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Riceviamo e diffondiamo

UK : Des nouvelles du prisonnier anarchiste Toby Shone

Publié le 2023-01-13 00:05:02

Il Rovescio / mardi 20 décembre 2022

Le 28 décembre, l’unité « antiterroriste » de la police britannique ira le chercher à la prison de Parc, où il est actuellement emprisonné, pour le livrer à l’institution de détention « semi-ouverte » où il devrait purger les deux années restantes de sa peine. Les contraintes auxquelles il sera soumis sont particulièrement strictes, notamment : aucune possibilité de contact avec d’autres détenus, un couvre-feu nocturne de 21 heure à 7 heure, pendant lequel il ne pourra pas quitter l’institution, la possibilité d’en sortir pendant le reste de la journée, mais avec l’obligation de revenir pointer à midi et à 17h. Dans les heures de sortie, il aura l’interdiction de participer à des manifestations ou des rencontres de caractère politique et de fréquenter des personnes qui sont vaguement définies comme des « extrémistes de gauche ». Il ne pourra pas écrire sur des sites internet et pourra se connecter à Internet seulement quand il y sera autorisé et à partir d’un lieu autorisé. Il ne pourra avoir plus d’un téléphone portable avec une seule carte SIM, qui sera sous surveillance. Il n’aura pas le droit d’effacer la chronologie du téléphone ni de l’ordinateur. Il sera obligé de faire des suivis psychologiques ou psychiatriques et il aura l’interdiction absolue de parler de sa situation ou d’en dénoncer, par leur noms et prénoms, les responsables. Les avocats de Toby sont en train de préparer un recours contre ces contraintes, qui, évidemment, ne sont pas normales dans des cas comme le sien ; elles seront de toute façon valables jusqu’au verdict définitif de ce recours.

En plus de ces nouvelles, Toby fait savoir que : des prisonniers ont écrit le slogan « liberté pour Anna – liberté pour Cospito. Guerre sociale », dans la cour B1-B2 de la prison de Parc, en solidarité avec les compas emprisonné.es.

Toby continue son refus du travail obligatoire et de la nourriture (deux jours par semaine), en solidarité avec Alfredo et Anna, et il tient à faire savoir qu’il garde la pêche.

Prison de Negrita (Grèce) : « Dignité révolutionnaire ou mort, il n’y a pas de compromis ». Un texte de Thanos Hatziangelou

Publié le 2023-01-13 00:05:05

Act for freedom now! / mercredi 21 décembre 2022

Depuis presque deux mois, il y a dans les prisons une mobilisation contre le nouveau code pénal, qui voudrait les transformer en cimetières de mort.es vivant.es et, alors que le ministère montre une indifférence glaciale et du méprise pour notre lutte, ils annoncent des nouvelles mesures humiliantes qui nous seront appliquées, comme la récente déclaration, de la part de Theodorikakos [le ministre de l’Intérieur ; NdT], sur la suspension des transferts et la participation des inculpé.es aux procès par le biais de la visioconférence.

Pendant les dernières jours avant la fête que le Président de la République prépare à la prison de Korydallos, un comité de direction invisible administre la prison par la technique du « panem et circenses ». Après la descente, le 17 décembre, des flics de l’OPKE (la brigade spéciale de la police pour la prévention et la lutte contre le crime) et de la brigade des stups, et le spectacle de terreur qui s’en est suivi, même s’ils n’ont rien trouvé, au matin du 19 ils m’ont transféré à la prison de Nigrita, un acte de vengeance de leur part. Tour cela a eu lieu le jour même de l’acquittement du flic qui a tué Kostas Frangoulis, de 16 ans.

Depuis les tous premiers jours après mon arrestation, j’ai déclaré que je défendrai ma fière captivité jusqu’au but, contre toute atteinte à ma liberté. Les tâches révolutionnaires, l’engagement dans la lutte et la participation à la résistance ne sont pas des nobles idées philosophiques, mais la description d’une vie dédiée à la lutte. Rien de moins que cela. Mon transfert est lié à mon choix de participer à cette mobilisation et à la crainte qu’ils essayent d’installer en toute personne qui résiste à cette asphyxie de barbelés. Que ce soit à l’intérieur ou à l’extérieur de ces murs, je serai toujours aux premières lignes de la lutte. La Tyrannie veut, vainement, élever des obstacles aux courants révolutionnaires. Mais rien ne peut nous plier, rien peut mettre fin à la passion pour la liberté.

Depuis le 19 décembre, je suis en grève de la faim et de la soif, jusqu’à ce qu’ils divulguent la vraie raison qui est derrière mon transfert et jusqu’à mon retour immédiat à la prison de Korydallos.

Force à mes frères de captivité, qui sont restés derrière et qui luttent pour nous tous.

Salut, Thémis, ceux qui vont mourir te saluent.

Résistance jusqu’au but, jusqu’à notre victoire.

Thanos Hatziangelou
membre emprisonné de l’organisation Action Anarchiste

Sous-Direction de Thessalonique du Tribunal des transferts

19/12/2022

[It, es, gr, en, port] DAL 22 AL 28 GENNAIO: CHIAMATA INTERNAZIONALE ALL’AZIONE IN SOLIDARIETÀ CON ALFREDO COSPITO E PER LA FINE DEL REGIME 41BIS [aggiornato]

Publié le 2023-01-13 00:05:12

[It, es, gr, en, port] DAL 22 AL 28 GENNAIO: CHIAMATA INTERNAZIONALE ALL’AZIONE IN SOLIDARIETÀ CON ALFREDO COSPITO E PER LA FINE DEL REGIME 41BIS [aggiornato]

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Riceviamo, traduciamo e diffondiamo questo appello alla solidarietà internazionale con Alfredo:

Dal 22 al 28 gennaio: CHIAMATA INTERNAZIONALE ALL’AZIONE IN SOLIDARIETÀ CON ALFREDO COSPITO E PER LA FINE DEL REGIME 41BIS

Estendiamo l’appello a realizzare una campagna internazionale in solidarietà con il compagno Alfredo Cospito durante la settimana dal 22 al 28 gennaio. Ad oltre 80 giorni dall’inizio del suo sciopero della fame contro il regime del 41bis, è urgente allargare e moltiplicare i gesti di solidarietà internazionalista e dispiegare tutte le nostre forze contro ogni forma di dominio. Speriamo che questa iniziativa possa essere tradotta e diffusa a tutti/e i/le compagni/e antiautoritari/e in giro per il mondo. Speriamo anche che questa campagna trapassi i muri che isolano il compagno Alfredo e che egli senta tutta la nostra solidarietà e complicità in guerra: NON LASCIAMO ALFREDO SOLO!

FINE DEL REGIME 41BIS!

LIBERTÀ PER ALFREDO COSPITO!

VIVA L’INTERNAZIONALE NERA!

MORTE ALLO STATO E VIVA L’ANARCHIA!

LLAMADO INTERNACIONAL A LA ACCIÓN EN SOLIDARIDAD CON ALFREDO CÓSPITO Y EL FIN DEL RÉGIMEN 41BIS (del 22 al 28 de enero)

Extendemos el llamado a realizar una campaña internacional en solidaridad con el compañero Alfredo Cóspito durante la semana del 22 al 28 de enero. A más de 80 días de iniciada su huelga de hambre en contra del régimen 41 bis, nos urge profundizar y multiplicar los gestos de solidaridad internacionalista y desplegar todas nuestras fuerzas en contra de toda expresión de dominio. Esperamos que esta iniciativa pueda ser traducida y difundida a todxs lxs compañerxs antiautoritarixs a lo largo del mundo. También, esperamos que esta campaña traspase los muros que aíslan al compañero Alfredo y que sienta toda nuestra solidaridad y complicidad en guerra. ¡NO DEJEMOS A ALFREDO SOLO!

¡FIN AL RÉGIMEN 41 BIS!
¡LIBERTAD A ALFREDO CÓSPITO!
¡VIVA LA INTERNACIONAL NEGRA!
¡MUERTE AL ESTADO Y VIVA LA ANARQUÍA!

 

International call in english: https://darknights.noblogs.org/post/2023/01/14/international-call-to-action-in-solidarity-with-alfredo-cospito-and-the-end-of-the-41bis-regime-january-22-28/

Διεθνές καλεσμα στα ελληνικά https://blessed-is-the-flame.espivblogs.net/diethnes-kalesma-gia-drasi-se-allileggyi-me-ton-alfredo-cospito-kai-to-telos-toy-kathestotos-41bis-22-28-ianoyarioy/

Manifesti multilingue/multilingual posters/ Αφίσες σε διάφορες γλώσσες/Cartazes em várias línguas :

 

Rome – Deux stations de recharge pour voitures électriques endommagées

Publié le 2023-01-13 13:30:09

Dans la nuit du 23 décembre, nous avons attaqué à la mousse deux stations de recharge de voitures électriques dans un quartier riche du nord-ouest de Rome.
Si nous ne pouvons pas manger, les riches peuvent marcher !
Solidarité avec Alfredo et Ivan en grève de la faim.

Victoire pour les revendications d’Alfredo Cospito : Fermeture du 41 bis !

Traduit de la nemesi

Perquisitions pour une intervention contre l’ancienne ministre de la Justice Marta Cartabia et en solidarité avec Alfredo Cospito (Bologne, 11 janvier 2023)

Publié le 2023-01-13 13:30:11

À l’aube du 11 janvier 2023, la DIGOS de Bologne et la police scientifique se sont présentées au domicile de deux compagnonnes et d’un compagnon pour des perquisitions. L’un d’eux fait l’objet d’une enquête, avec des inconnus, pour le délit de menaces aggravées en réunion (art. 612, paragraphes 2 et 10, avec diverses circonstances aggravantes) contre Marta Cartabia, ainsi que pour résistance et diffamation. L’épisode reproché est l’affichage de banderoles sur lesquelles on peut lire « Marta Cartabia merde » et « 41 bis : torture ». « Alfredo Cospito libre » et le déversement de fumier devant le portail de la faculté de théologie lors de l’inauguration de l’année universitaire à laquelle Cartabia avait été invité à donner une conférence intitulée « Restaurer la justice. Questions pour l’espace public et la théologie ».

Divers matériaux (papier, ordinateurs, vêtements) ont été saisis et de nombreuses autres choses ont été photographiées dans les maisons et les voitures.

Pas un pas en arrière en solidarité avec Alfredo, contre 41 bis et la prison à vie incompressible.

Traduit de la nemesi

Santiago, Chili – Bus incendié devant l’Ex-pedagógico (UMCE) et confrontation armée contre les forces spéciales de carabineros (04/11/2022).

Publié le 2023-01-13 13:30:18

Note : Les événements suivants ont eu lieu le 4 novembre de l’année dernière, et le retard s’explique par le fait que, selon les mots des compagnons eux-mêmes, c’est « pour pouvoir s’en souvenir avec l’arôme du temps qui passe et pour commencer une nouvelle année de subversion et d’explosions ».

(Reçu sur informativoanarquista@riseup.net)

« Nous parlons d’une nouvelle guerre, une nouvelle guerre partisane. Sans front ni uniforme, sans armée ni bataille décisive. Une guerre dont les points focaux sont déployés loin des flux mercantiles, même s’ils y sont connectés. Nous parlons d’une guerre totalement latente. Une guerre qui a du temps. Une guerre de position. C’est ce qui se passe là où nous sommes. Au nom de personne. Au nom de notre propre existence, qui n’a pas de nom » (Comment faire ? Tiqqun).

A propos de l’action.

Au cours d’un vendredi après-midi tranquille et bohème dans l’Ex Pedagógico, alors que la masse des citoyens/étudiants vivent leur plaisir de jeunesse léthargique et aliéné, une action directe violente a eu lieu. Cette action s’inscrit dans le cadre de ce qu’on appelle le « Novembre noir », où l’on appelle de manière informelle à commémorer la vie et la mort du compagnon Kevin Garrido par l’attaque violente, diffuse et multiforme. L’action commence par notre sortie par l’avant de l’université pour procéder à la coupure de la circulation des véhicules dans la zone. Nous avons mis en place une barricade de pneus et de débris que nous avons allumée lorsque nous avons intercepté un bus de transport public. Notre intention était de faire traverser le bus horizontalement dans la rue afin de couper toute circulation, mais le chauffeur du bus a bloqué le bus, alors nous avons procédé à l’incendie du bus à l’endroit de l’interception avec des liquides accélérants. Sans avoir l’intention de nuire à la masse des citoyens, nous avons été constamment réprimandés et répudiés pour cette action. Nous n’en avions cure et nous répondions verbalement à leurs insultes désespérées et nous étions attentifs à tout assaut qui pourrait surgir de n’importe quel individu-citoyen-policier ayant des envies d’héroïsme civil, nous chions sur ces gens qui, voyant des compagnons armés, osent les insulter, se croyant – bêtement – intouchables, mettant volontairement leur intégrité physique en danger devant nous. Après ce moment mouvementé, nous sommes entrés dans le campus pour attendre le déploiement de la police et le recevoir de toutes nos forces : des coups de feu tonitruants et une pluie de cocktails Molotov ont frappé les corps du piquet de sbires qui s’était naïvement mis à l’abri au coin de la rue Juan Gómez Millas pendant que les voitures blindées traversaient la rue. Il est clair qu’ils ne s’attendaient pas à ce que nos moyens d’attaque mettent leurs misérables vies en danger, qui ont laissé deux policiers au sol (apparemment blessés par les tirs) et ont provoqué une réponse quasi immédiate : ils nous ont tiré dessus avec leurs armes de service et ont gazé toute la zone de la porte d’entrée. Après cette contre-attaque, nous avons utilisé et déchargé tout notre matériel et avons disparu de l’endroit.

Motivations.

Cette action – comme nous l’avons déjà mentionné – fait partie de la campagne internationale pour un Novembre Noir en mémoire de l’iconoclaste sauvage Kevin Garrido, 4 ans après son assassinat dans la prison de Santiago 1. C’est aussi un coup porté aux engrenages du capital qui soumettent toutes les formes de vie à une léthargie de normalité/passivité typique d’une période de contre-insurrection catalysée par les mécanismes démocratiques d’un gouvernement social-démocrate qui a établi une atmosphère post-transition.

Nous abhorrons cette réalité et n’avons aucun espoir de la réformer, que ce soit à des fins démocratiques ou « révolutionnaires », et c’est pourquoi nous l’attaquons. En outre, l’espoir (même l' »espoir de la révolution ») n’est que cela : un espoir. Nous n’attendons pas. Nous attaquons… « quand l’espoir meurt, l’action commence » (Beyond Hope, Derrick Jensen). Que ceux qui croient encore à la rédemption sociale et humaine attendent pendant que leurs bases sociales sont camouflées selon les diktats du gouvernement du jour. Nous ne croyons plus. Nous ne croyons même pas à la révolution sociale que les prophètes de l’anarchie utilisent pour embellir leur langue de bois et projeter une fausse image de la réalité déprimante de ce monde. Nous le nions. « L’idée de « progrès » est au cœur du paradigme occidental moderne dans lequel prédomine l’hypothèse que le monde entier se dirige vers un avenir toujours meilleur. L’idée de l’inévitabilité ou de la possibilité d’un avenir libertaire global découle de cette croyance » (Desierto, anonyme). Nous laissons les fables théoriques aux loisirs masturbatoires des universitaires. Nous ne faisons partie d’aucune tradition révolutionnaire qui dicte et impose notre travail pratique. Notre action est le plaisir par la destruction. Nous vivons notre anarchie aujourd’hui et non dans un lendemain « révolutionnaire ».

Peut-être qu’un bus incendié, quelques cocktails Molotov et quelques balles ne mettront pas fin à la domination. Cependant, nous préférons contribuer de manière décisive à sa destruction sans aucune conséquence. Notre liberté réside dans l’attaque, car c’est seulement lorsque nous nous débarrassons des chaînes de la morale et de la servitude du capital et que nous décidons d’agir que nous conquérons cette liberté dont parlent tant les vieux livres de philosophie poussiéreux.

La solidarité ne peut pas être un simple mot écrit. Il s’agit inévitablement d’une attaque incessante.

Notre attaque est sœur de la conviction anti-autoritaire de tous les prisonniers du monde entier et l’embrasse. La domination veut étendre ses pinces de manière toujours plus sophistiquée et méticuleuse, mais nos désirs de destruction sont plus forts. Pour cette raison, nous saluons le compagnon de la praxis anarchique Alfredo Cospito, qui fait une grève de la faim depuis le 20 octobre 2022 contre le régime d’isolement et de torture 41 bis. Nous reconnaissons et accueillons Alfredo comme l’un des nôtres. Son irréductibilité et la conviction anarchique qu’il a portée jusqu’aux dernières conséquences ont provoqué son isolement comme une réponse vindicative de l’État italien, qui pense naïvement qu’avec ces mécanismes il pourra apaiser et opprimer les désirs séditieux d’un compagnon qui a porté le cri insurrectionnel de la guerre sociale/antisociale même à l’intérieur des murs du pouvoir. Cette attaque est une étreinte d’encouragement pour Alfredo et tous ceux qui se joignent à sa guerre en mettant leur corps et leur esprit comme arme de combat contre l’isolement et la torture en prison (Juan Sorroche, Ivan Alocco, Anna Beniamino et tous les prisonniers et individus qui sont solidaires d’Alfredo par l’action). Nous espérons que ces mots voyageront jusqu’à leurs latitudes et briseront les murs de béton qui maintiennent leurs corps enfermés.

 

Nous saluons également tous les individus et groupes d’action qui ont attaqué les différents objectifs de l’État/Capital et toutes les formes de domination ces derniers temps : Nuevas Subversiones Anárquicas – Célula Alex Núñez, Federación Anarquista Informal (Atentado a Oxiquim S.A.), Fracción Autonómica Cristián Valdebenito – Nueva Subversión (Atentado a Sercor S.A. del Grupo Angelini. du groupe Angelini), Célula Insurreccional por el Maipo – Nueva Subversión (incendie criminel contre Empresas Baeza pour sa responsabilité dans la dévastation du fleuve Maipo), Grupo Antispecista Emilia Bau – Nueva Subversión (incendie criminel contre un croissant à Renca), Grupo de Acción 6 de julio – Nueva Subversión (attentat à l’explosif contre Empresa Besalco S. A.), Grupo de Respuesta Animal (incendie criminel contre le Club de Huasos y Rodeo Gil Letelier), Célula Insurreccional 2 de noviembre (attentat à l’explosif contre le Círculo de Funcionarios de Gendarmería en Retiro), Negra Venganza. Núcleos de Melipulli José Huenante (attentat à l’explosif contre le poste de police de Carabineros de Fuerzas Especiales), Células Revolucionarias Mauricio Morales (attentat à l’explosif contre l’entreprise Fullclean Security). Nous adressons également nos salutations affectueuses à toutes les personnes qui, avec détermination et acharnement, continuent d’occuper comme une tranchée d’attaque les établissements d’enseignement du territoire chilien, que ce soit dans les lycées ou les universités : Internado Nacional Barros Arana, Instituto Nacional, Manuel Barros Borgoño, Liceo Confederación Suiza, Liceo de Aplicación, Universidad de Santiago de Chile, UMCE (Ex Pedagógico), Universidad de Chile (Campus Juan Gómez Millas), Universidad de Concepción, Universidad Academia de Humanismo Cristiano, parmi tant de tranchées d’attaque qui ont déstabilisé le fonctionnement mercantile normal de la société chilienne pourrie. Il s’agit d’un compte rendu sommaire et complice des actions anti-domination qui ont brisé les barrières médiatiques de la communication durant l’année 2022 au sein du territoire dominé par l’État chilien. C’est aussi un rappel à ceux qui croient que la terreur noire et la propagande par l’acte ont cessé : ce n’est que le début.

Nous saluons et embrassons également les compagnons emprisonnés pour l’attaque de l’entreprise de mort animale Susaron. La nouvelle de l’emprisonnement des compagnon a été un seau d’eau froide pour nous, car notre action a eu lieu le jour même de leur arrestation. Cependant, nous avons déployé notre attaque avec la force de la rage que cette nouvelle nous a apportée. Ceci est une salutation d’encouragement et pleine de fumée noire pour vous compagnons. La guerre antispéciste contre l’anthropocentrisme civilisé avance vers la destruction de toutes les cages qui retiennent en captivité nos frères et sœurs animaux humains et non-humains.

Enfin, nous saluons tous les compagnons anti-autoritaires retenus prisonniers dans les prisons immondes à travers tous les territoires liés par la domination : Mónica Caballero, Francisco Solar, Juan Flores, Mawühnko, Tomás, Gabriel Pombo Da Silva, Thanos Xatziagkelou, Juan Aliste, Toby Shone, Felipe Ríos, Marcelo Villarroel, Claudio Lavazza, Giannis Michailidis, Nicola Gai, Pola Roupa, Erick King, Dayvid Ceccarelli, Nikos Maziotis, Davide Delogu, les compagnons liés à Negra Venganza (récemment emprisonnés pour le tonnerre des prisonniers misérables en décembre 2021…. câlins complices de la liberté ! ) et surtout au compagnon Joaquín García Chancks, partenaire de Kevin dans l’action, nous saluons ton existence indomptable en ce novembre noir. Nous laissons quelques mots du compagnon Joaquín en mémoire de Kevin, mots qui ont motivé notre comportement indompté face aux grattages inutiles des masses citoyennes-policières :

 » Je me souviens d’une action il y a plusieurs années maintenant ; une mer de citoyens se précipite sur nous à une barricade, nous sommes peu nombreux… Alternatives ? Nous avons décidé de prendre la première option, avec l’opposition de, devinez qui ? c’est vrai, Kevin, qui avait l’intention de défendre cet espace bec et ongles, je me souviens de son indignation et de notre – ma – honte ultérieure ; peut-être la logique nous disait-elle que nous avions bien agi, une confrontation dans ces conditions aurait été clairement défavorable, mais une idée a ruminé nos esprits toute cette journée, un goût amer ne nous a pas laissé tranquilles, nous étions libres et intacts, mais nous avions perdu cette bataille… Qu’est-ce que cela signifiait ? Que nous, qui voulions attaquer et rompre avec la normalité, avions été absorbés par notre ennemi (…).

À cette occasion, nous avons caché nos peurs sous le masque de la Raison, la réalité nous a empêchés de rêver, elle nous a conduits à l’inaction ; peut-être que le fait d’avoir essayé de les affronter n’était pas aussi risqué que nous le pensions, peut-être qu’en divisant cette horrible bête qu’est la masse, nous aurions obtenu la victoire, petite et partielle, mais décisive pour notre confiance et extrêmement importante en tant que processus individuel, même si, dès le début, nous avions eu raison, la passivité de ceux qui n’affrontent pas ceux qui s’interposent entre eux et leur action ou qui mettent même leur liberté en danger est très loin de répondre à une pensée rationnelle ou logique, comment est-il possible de raisonner le gardien d’un quelconque maître ?

Il y a dans chaque élan héroïque de ces citoyens désintéressés l’idée inconsciente qu’ils ne subiront aucune conséquence – il est si facile d’être un super-héros – que l’action s’arrêtera à leur irruption, que n’étant pas une cible primaire ils ne seront pas en danger… Secouons cette idée de leur esprit ! Une moralité et une valorisation différentes ne font qu’effleurer ce point ; il n’y a aucune dignité à tendre l’autre joue. » (décembre 2018, un mois après le décès de Kevin).

Elargir, multiplier et répandre l’attaque insurrectionnelle pour la libération totale ; libération humaine, animale et terrestre. Armer et parier sur l’avancée qualitative de nos forces. Renforcer les gestes de solidarité internationale pour la fin du régime d’isolement 41 bis. Que la nouvelle guérilla urbaine anarchiste frappe les visages dégoûtants du pouvoir et réduise en cendres tous les vestiges de ce monde autoritaire. Pour la négation violente et incessante de tout ce qui existe et de ceux qui font vivre un monde qui s’écroule au son du progrès. Par une anarchie sauvage et antisociale, nous avançons vers l’abîme de la confrontation.

« Nous ne renoncerons pas à une minute de notre vie dans l’espoir que la foule se rende soudainement compte et se réveille ! Si les opprimés ne sont pas prêts à prendre la hache, c’est le problème des opprimés » (Fédération anarchiste internationale/Front révolutionnaire international).

Vive l’Internationale noire. Nous sommes partout.

Kevin Garrido présent ! Vos crachats flegmatiques sont le tonnerre d’aujourd’hui.

A bas les cages de la société civilisée.

Santé, anarchie, nihilisme et liberté.

PS : Nous revendiquons cette attaque des mois plus tard afin de nous en souvenir avec l’arôme du temps qui passe et pour commencer une nouvelle année de subversion et d’explosions. Revisiter notre voyage le plus récent fait partie du tissage de nos fils noirs de déni envers ce monde.

Quelques incendiaires.

Traduit de informativo anarquista

Appel international à l’action pour une semaine de solidarité avec Alfredo Cospito et pour la fin du 41 Bis (22-28 janvier)

Publié le 2023-01-13 13:30:22

Appel international à l’action pour une semaine de solidarité avec Alfredo Cospito et pour la fin du 41 Bis (22-28 janvier)

Nous lançons un appel pour une campagne internationale de solidarité avec le compagnon Alfredo Cospito dans la semaine du 22 au 28 janvier.

Plus de 80 jours après le début de sa grève de la faim contre le régime 41bis, il est urgent d’approfondir et de multiplier nos gestes de solidarité internationaliste et de déployer toutes nos forces contre toutes les expressions de domination. Nous espérons que cette initiative pourra être traduite et diffusée par les camarades anti-autoritaires du monde entier. Nous espérons également que cette campagne pourra surmonter les murs de la prison qui isolent le camarade Alfredo, afin qu’il puisse ressentir toute notre solidarité et notre complicité dans cette guerre.

NE LAISSONS PAS ALFREDO TOUT SEUL !

FIN DU RÉGIME 41 BIS !

LIBERTÉ POUR ALFREDO COSPITO !

VIVE L’INTERNATIONALE NOIRE !

MORT À L’ÉTAT ET VIVE L’ANARCHIE !

 

 

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Point sur l’état de santé d’Alfredo Cospito au 85e jour de sa grève de la faim

Publié le 2023-01-13 13:30:24

Point sur l’état de santé d’Alfredo Cospito au 85e jour de sa grève de la faim

Le 12 janvier, 85e jour de la grève de la faim menée jusqu’au bout contre 41 bis et la réclusion à perpétuité incompressible, la radio antagoniste Radio Onda d’Urto a diffusé une troisième intervention du médecin de confiance qui rend régulièrement visite à notre compagnon anarchiste Alfredo Cospito, emprisonné dans la prison de Bancali à Sassari. Comme pour les mises à jour du 71e (29 décembre) et du 78e (5 janvier) jour de sa grève de la faim, nous rapportons une transcription de l’intervention et l’enregistrement de la diffusion :

Il a perdu encore plus de poids, beaucoup plus que la semaine dernière : il a encore perdu 4,50 kg, aujourd’hui il pesait 80 kg. Donc pour sa taille, environ 1,93 cm, il est environ 10 kg en dessous de son poids cible. La musculature devient progressivement plus petite […]. Il était un peu en colère parce que quatre parlementaires du PD lui ont rendu visite aujourd’hui et il a répété que son combat n’est pas seulement pour lui, mais pour tous ceux qui sont dans le 41 bis. Il ne représente donc pas le « bon » à sauver, mais c’est un combat étendu à toutes les personnes qui sont dans le 41 bis […]. [Sa santé] est encore assez bonne, le fait qu’il ait maigri… et cette fois-ci il maigrit de façon importante, de semaine en semaine, manifestement ayant déjà consommé ce qui était ses dépôts de graisse, maintenant il s’oriente lentement vers un catabolisme musculaire, donc, cela entraîne évidemment – cela entraînera (parce qu’il se tient encore bien) – une diminution importante de la force […]. A mon avis, oui, [il faut s’attendre à une aggravation de l’état de santé], même s’il mentionne toujours ces camarades kurdes qui ont aussi passé un an sans manger – c’est ce qu’il me dit – mais en prenant des multivitamines, des compléments, qu’il ne veut pas prendre en ce moment, parce qu’il me dit qu’ils lui donnent faim, donc il se sent très mal quand il a faim, alors que sans les prendre il n’a pas faim. Mais sans ces compléments, bien sûr, la situation se dégrade considérablement […] ».

L’enregistrement de l’émission de Radio Onda d’Urto :

La registrazione della trasmissione di Radio Onda d’Urto:


Traduit de la nemesi


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CESENA. 30 DICEMBRE. ATTACCATA CONCESSIONARIA, DANNEGGIATE AUTO BMW E VETRINE

Publié le 2023-01-13 14:10:04

CESENA. 30 DICEMBRE. ATTACCATA CONCESSIONARIA, DANNEGGIATE AUTO BMW E VETRINE

Riceviamo da email anonima e diffondiamo:

CESENA. 30 DICEMBRE. ATTACCATA CONCESSIONARIA ,DANNEGGIATE AUTO BMW E VETRINE
Nella notte del 30 dicembre sono state lanciate delle bottiglie di vetro riempite di asfalto liquido e sassi contro le vetrine e macchine di una concessionaria BMW vicino a Cesena in solidarietà con Alfredo Cospito in sciopero della fame e con tuttx x prigionierx.MORTE ALLO STATO E A TUTTI GLI SFRUTTATORI!

Serres, Grèce : revendication de l’attaque de la maison du président de la branche locale de Nouvelle Démocratie, Kabouris Theodoros.

Publié le 2023-01-13 16:25:23

Mercredi, à l’aube, nous avons attaqué le portail de la maison de Kabouris Theodoros, président de la branche locale de Nouvelle Démocratie. Des inscriptions ont été laissées et de l’huile de moteur a été jetée sur le portail et sur les voitures des autres résidents. L’événement a été rapporté par les médias locaux. Nous avons eu l’honneur de recevoir des commentaires du KKE et du siège local de SYRIZA. Cet acte de notre part est dédié à Thanos Chatziangelou. Tiens bon compagnon, corps et âme dans le combat. Force à l’archer Dimitris Hatzivassiliadis, à Alfredo Cospito et à tous les compagnons emprisonnés dans le monde. N’oublions pas le comportement des merdes en uniforme envers Thanos. Tout continue, pas un pas en arrière.

Rêveurs du chaos

traduit d‘inferno urbano

La Clusaz/Villars (Haute-Savoie/Suisse) : les sabotages de canons à neige continuent

Publié le 2023-01-13 19:25:02

Les actions de vandalisme se multiplient contre les
canons à neige

20Minutes (Suisse), 9 janvier 2023 (extrait)

Depuis les vacances de Noël, les actes de vandalisme se multiplient sur les canons à neige de certaines stations de ski et suscitent l’incompréhension des exploitants. Des actes qui n’ont pas été revendiqués officiellement, mais qui pourraient être le fruit de militants écologistes.

Comme l’indiquent nos confrères de 20Minutes, les premiers actes de vandalisme ont été recensés dans la nuit du 24 au 25 décembre dans la station des Gets. Depuis, celle de Verbier en Suisse (dans la nuit du 2 au 3 janvier) et plus récemment de La Clusaz (dans les nuit du 6 au 7 janvier) ont également été touchées par le phénomène.

À chaque fois, le mode opératoire est similaire. Les canons à neige ont été dégradés à coups de marteau sur le système hydraulique, des trous faits à l’aide de perceuse, mais aussi des câbles électriques arrachés ont été constatés. Des transformateurs ont également été volés. À La Clusaz, se sont une dizaine de canons qui ont été détruits et dont les réparations sont en cours.


La Clusaz. Enneigeurs vandalisés : le directeur des pistes
« choqué
et attristé »
Le Dauphiné/La Savoie/Le Parisien, 10 janvier 2023
Dans la nuit du vendredi 6 au samedi 7 janvier, quatre enneigeurs et deux regards techniques (des boîtiers d’alimentation fixés au pied des enneigeurs, ndlr) ont été vandalisés sur le domaine skiable. « Nous avons d’abord pensé à une simple panne mais ce sont bien des dégradations sur quatre lances à neige et sur deux regards de surface qui ont été à déplorer samedi matin sur le secteur du Merle », a confirmé Alexis Cachat-Rosset, directeur des pistes de La Clusaz, ce lundi 9 janvier.Marteaux, perceuses, pinces-monseigneur, les auteurs des dégradations étaient bien outillés pour mettre hors service les installations visées. L’action malveillante et coordonnée, à l’origine de dégâts conséquents, n’a pas été revendiquée. Activistes écologistes ou non, les vandales s’en sont pris aux systèmes à la fois électriques et hydrauliques, situés sous les infrastructures de surface. Habituellement, à cette période, le poids de la neige recouvrant les trappes ne permet pas d’accéder à ces systèmes mais avec le manteau plus réduit en ce début d’année, les systèmes étaient plus vulnérables.

Alertés, les gendarmes de la brigade territoriale autonome (BTA) de Thônes ont procédé aux constatations. Une plainte a été déposée par la municipalité qui, en charge des installations, n’a pas souhaité s’exprimer sur les faits, ni sur le préjudice financier engendré.

La Clusaz (novembre 2022). L’ex-ZAD contre la « retenue collinaire » destinée à alimenter les canons à neige

Depuis quelques mois et son projet de retenue collinaire, la station de La Clusaz est la cible de critiques. La municipalité veut installer un bassin de 148 000 mètres cubes d’eau sur le massif de Beauregard pour alimenter les habitants de la commune en eau potable, irriguer les activités agricoles, mais aussi de produire de la neige de culture.

Fin septembre, des dizaines d’activistes avaient occupé les bois du col de la Colombière pendant un peu plus d’un mois pour s’opposer au chantier. Les activistes ont quitté les lieux après l’annonce de la suspension des travaux par le tribunal administratif de Grenoble. Le ministère de la Transition écologique et la mairie ont formé des pourvois en cassation pour contester cette décision et ainsi autoriser les travaux.


Canons à neige sabotés: la série se poursuit à Villars
20Minutes/ATS (Suisse), 10 janvier 2023

Après la Haute-Savoie et le Valais, des déprédations ont été constatées sur des installations d’enneigement artificiel sur le domaine de Villars-Gryon-Diablerets.

La série de canons à neige vandalisés se poursuit: ce mardi, la police cantonale vaudoise a annoncé que des appareils d’enneigement artificiel avaient été sabotés durant les Fêtes dans le domaine de Villars-Gryon-Diablerets. Dans la nuit du 30 au 31 décembre d’abord, deux cannes à neige (un type de canon à neige) ont été sectionnées à Chesières. Puis, dans celle du 2 au 3 janvier, trois canons à neige ont été tagués et cinq câbles d’alimentation ont été coupés aux Diablerets.

Deux plaintes ont été déposées et des investigations sont en cours afin d’identifier les auteurs de ces délits. Contactée par l’agence de presse Keystone-ATS, la police cantonale n’a pas souhaité en dire davantage sur le contenu des inscriptions retrouvées sur les machines à fabriquer de la neige.

Les événements de Chesières, portés ce mardi à la connaissance du public par la police, pourraient bien être ceux revendiqués sur le site d’extrême gauche renverse.co le 31 décembre. Ce jour-là, les auteurs avaient écrit: «cette nuit, les canons à neige de différentes stations sont tombés à terre. Le début d’une offensive car figurez-vous qu’en montagne, le fracas fait écho.» Si l’on prend ce propos au pied de la lettre, un ou plusieurs autres sabotages auraient été perpétrés entre le 30 et le 31, sans qu’ils soient encore connus – ni la police vaudoise, ni la police valaisanne n’étant au courant de faits additionnels. Le texte militant justifiait les  saccages en assimilant l’enneigement artificiel à une «absurdité» et à un «gaspillage» au profit de «la satisfaction des riches». Les hashtags «Sabotage», «Anticapitalisme» et «écologie radicale» étaient accolés à la publication.

Des nouvelles de la semi-« liberté » de Toby Shone et écrits en solidarité dans la prison

Publié le 2023-01-13 20:35:05

Des nouvelles de la semi-« liberté » de Toby Shone et écrits en solidarité dans la prison

Le 28 décembre, l’unité « antiterroriste » de la police britannique viendra le chercher à la prison du Parc où il est actuellement incarcéré pour le conduire au centre de détention « semi-ouvert » dans lequel il est censé purger les deux dernières années de sa peine. Les restrictions qui lui seront imposées sont particulièrement sévères et consistent notamment en : aucune possibilité de contact avec d’autres détenus, un couvre-feu nocturne de 21 heures à 7 heures du matin, pendant lequel il ne peut pas quitter l’établissement, une sortie libre pendant le reste de la journée, mais avec l’obligation de revenir à 12 heures et à 17 heures.
Pendant les heures de sortie « libre », il lui est interdit de participer à des manifestations et à des réunions de nature politique, ainsi que de fréquenter ceux qui sont définis comme des « extrémistes de gauche ». Il ne peut pas écrire sur des sites web et ne peut se connecter à Internet qu’à des heures autorisées et dans un lieu prédéfini. Il pourra disposer au maximum d’un téléphone portable avec une carte SIM, qui sera contrôlé. Il ne pourra pas effacer l’historique de son téléphone ou de son ordinateur.
Il sera contraint de se soumettre à des séances psychologiques ou psychiatriques, et il lui est absolument interdit de parler de sa situation ou de dénoncer nommément les responsables. Les avocats de Toby préparent un recours contre ces restrictions, qui ne sont évidemment pas la norme dans de tels cas, mais celles-ci resteront en place jusqu’au résultat final de la demande.
En plus de ces mises à jour, Toby fait savoir que :

LES PRISONNIERS ONT ÉCRIT LE SLOGAN « ANNA LIBRE – COSPITO LIBRE GUERRE SOCIALE » DANS LA COUR B1-B2 DE LA PRISON HMP PARC, EN SOLIDARITÉ AVEC LES COMPAS EMPRISONNÉS.
Toby continue de refuser le travail forcé et la nourriture (deux jours par semaine) par solidarité avec Alfredo et Anna, et tient à faire savoir que son moral est bon.

Traduit de Il Rovescio [Paru le 20 decembre]

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Kinngait (Nunavut, Canada) : flambée d’églises en territoire Inuit

Publié le 2023-01-13 20:45:02

Les autorités canadiennes enquêtent sur l’incendie de
deux églises au Nunavut
Radio Canada, 10 janvier 2023

Deux incendies distincts ont endommagé deux églises à Kinngait, au Nunavut, en l’espace de quelques jours. Une enquête est en cours.

Le premier incendie, à l’église Living Water, a été signalé à la police le vendredi 6 janvier, vers 6 h. Le feu a été éteint par le service d’incendie de Kinngait, et la Gendarmerie Royale du Canada (GRC) a confirmé que le bâtiment avait subi des dommages. Le deuxième incendie a été signalé lundi 9 janvier matin à l’Église anglicane St. John. La GRC de Kinngait a reçu un appel à 6 h 53. Les pompiers ont maîtrisé le feu, mais le bâtiment a également été endommagé.

Cologne (Allemagne) : sabotage de la ligne de charbon

Publié le 2023-01-13 22:35:03

Incendie contre RWE
Traduit de l’allemand de de.indymedia, 13 janvier 2023

Dans la nuit du 12 janvier 2023, nous nous sommes mis en route en solidarité avec nos ami.e.s de la Zad de Lützerath*, afin de saboter la ligne ferroviaire de charbon dans la forêt de la ville de Cologne.

Avec deux engins incendiaires placés de manière stratégique, nous espérons avoir stoppé pour un petit moment la livraison de charbon.
RWE ne mérite rien d’autre que notre haine la plus profonde !
Même si les flics occupent toute la Rhénanie, ils ne peuvent pas nous surveiller partout.
La nuit nous appartient !

Notre action s’inscrit dans une campagne radicale pour le maintien de la zone autonome et contre la destruction du climat à l’échelle mondiale.
La production d’énergie fossile et l’exploitation de la planète qui en découle doivent être stoppées par tous les moyens.
Nous saluons tous ceux qui, en Allemagne et dans le monde, s’opposent à la destruction du climat et à l’oppression.
Liberté pour toutes et tous !
Pour un mouvement climatique radical !

* NdT : Depuis le 11 janvier au matin, plus de 1500 flics ont entrepris d’expulser la Zad de Lützerath (Lützi, Rhénanie du Nord-Westphalie), un hameau occupé depuis deux ans pour lutter contre la mine de lignite à ciel ouvert du géant énergétique RWE-Power AG (une multinationale à capitaux mixtes, dont 10 % sont également détenus par des fonds souverains qataris). L’opération de police est prévue pour durer quatre semaines.
Depuis 2006, RWE extrait de la lignite de sa mine à ciel ouvert (un combustible très polluant à faible rendement énergétique), et en brûle une énorme quantité, environ 30 millions de tonnes par an, dans les deux centrales électriques de Neurath et de Niederaussem, voisines de la mine (centrales les plus polluantes d’Europe). Le gouvernement de gôche (avec les Verts) du Land de Rhénanie-du-Nord-Westphalie a conclu un accord avec RWE pour avancer la fermeture de l’autre mine de charbon du coin, celle de Garzweiler II, de 2038 à 2030 (qui a déjà subi des sabotages en octobre). En contrepartie, RWE a reçu le feu vert pour agrandir celle située en dessous du village de Lützerath, en l’autorisant à y exploiter le lignite pendant sept années supplémentaires.

La lutte à Lützerath s’enflamme

Publié le 2023-01-13 22:40:05

Expulsion en cours dans un village occupé en Allemagne contre l’industrie du charbon.



Ce matin le mercredi 11 janvier aux alentours de 9h, des centaines de voitures de police ont encerclé un village occupé depuis près de 2 ans dans l’ouest de l’Allemagne. A quelques mètres du campement seulement, se dresse la mine à ciel ouvert et ses monstres de métal avalant petit à petit terres agricoles, villages, forêts, au profit de l’industrie du charbon [1]. Cet article a été écrit par un petit groupe de personnes francophone ayant habité et résisté quelques mois sur zone (contact : laluttealutzerathsenflamme@riseup.net) .

Lützerath est une ZAD structurée selon les pratiques militantes allemandes et ne ressemble pas nécessairement à l’image d’une ZAD qu’on aurait en France. Après les très populaires occupations de la forêt d’Hambach [2] et de Danni [3], les militant.es ont développé un certain mode de fonctionnement en groupes de travail (cuisine, infrastructures, soin et premiers secours, presse, point info, vigies...) Ainsi à lützerath, il est possible d’accueillir des milliers de personnes pour des festivals, des visites de groupe, des manifestations ou des actions de masse… tout en maintenant une certaine autogestion sur l’ensemble du camp. En permanence mais surtout le weekend, des flots d’étudiant.es, d’activistes issu.es d’associations diverses, des familles ou de simples curieux.ses viennent passer quelques jours dans le village. Entre anciennes fermes squattées, cabanes dans les arbres, caravanes et tentes, ce sont chaque jour des nouvelles arrivées et des nouvelles personnes qui se politisent. Cependant, par cette volonté d’attirer et de rallier le plus de monde possible à la cause, l’esprit offensif s’est peu à peu effacé. Les micro-institutions permettant à la ZAD de tourner avec autant de monde sont également devenues lieux de hiérarchies informelles, difficile à remettre en question et à modifier (citons la traditionnelle assemblée générale centralisée). Ici donc, pas ou peu de barricades, la police et les vigiles de la société RWE peuvent s’approcher du camp sans encombre, les actions et manifestations sont majoritairement pacifistes.
Il faut aussi tenir compte du contexte de la police allemande, dont les pratiques diffèrent énormément de la police française. La répression a lieu bien plus au niveau légal, à posteriori, qu’au niveau physique directement lors d’affrontements. Là où la police française dégaine systématiquement matraques, LBD et grenades, la police allemande est plutôt partisane d’une doctrine de « désescalade », n’ayant que rarement recours à ces armes « sublétales ». En revanche, dans certaines régions d’Allemagne dont notamment la Rhénanie du nord Westphalie (où se situe lützerath), le temps réglementaire d’une garde à vue n’est plus 24 ou 48h, mais… 7 jours. La loi est très durement appliquée et utilisée abusivement – il n’est pas rare que des militant.es occupant des tripodes ou des arbres disparaissent en prison pour plus d’un an [4] .
C’est donc dans ce contexte contraignant que se situe lützerath aujourd’hui, à l’aube de l’expulsion. Pourtant, nos camarades sur zone semblent déterminé.es à passer à la vitesse supérieure et à repousser les limites de ce que l’État, sa police et sa propagande leur impose. Malgré le fait que le mode d’action majoritaire soit encore passif/défensif (sit-in, armlock, occupation pacifique de structures en hauteur…) ; les dernières nouvelles qui nous parviennent donnent de l’espoir.

La popularité des tactiques pacifistes à lützerath pose bien sûr question. Basée sur l’usage du corps comme barrière morale, cette forme de résistance passive est répandue dans beaucoup d’autres milieux militants d’europe occidentale. Jusqu’ici, l’État et sa propagande n’a pas encore repoussé les limites de l’acceptation sociale et ne peut pas assassiner d’activistes sans réaction vive de l’opinion publique. Mais combien de temps cela va t-il durer ? Avoir le choix du pacifisme est le reflet de notre situation privilégiée. Comme déjà partout dans le monde, les crises économiques, sociales, écologiques, vont s’amplifier à l’avenir, ainsi que la montée de la répression et de l’autoritarisme. Face à un futur aussi incertain, il est important de questionner nos pratiques d’autodéfense, de considérer les tactiques défensives et les tactiques offensives comme complémentaires. A lützerath, la pratique du black bloc par exemple, populaire en france, est mise de côté voire boycottée, et non considérée pour son réel intérêt stratégique. Le sabotage de masse vient tout juste (août dernier) de rentrer officiellement dans les modes d’action de l’organisation Ende Gelände [6] et ses blocages de masse. Aujourd’hui lors de l’expulsion de lützerath, un cocktail molotov a été lancé pour la première fois depuis le début de l’occupation – phénomène particulièrement rare en allemagne. Les actes offensifs prendront-ils à l’avenir plus d’ampleur dans nos imaginaires et pratiques de lutte ?


Comment soutenir lützerath maintenant ?

Lützi a toujours besoin d’autant de soutien que possible ! La résistance s’organise parallèlement à l’intérieur comme à l’extérieur du village ; plusieurs campements ont été établi à quelques kilomètres seulement de la ZAD pour l’accueil de toute personne souhaitant s’investir. Camping, cuisine collective, ravitaillement, rapatriement de zadistes expulsé.es et départs groupés pour rejoindre les blocages, organisation d’actions de soutien décentralisées, radio pirate...
Dans des grandes villes en allemagne mais aussi à prague, vienne et ailleurs dans le monde, des manifestations sont prévues dans les prochains jours. Cela ne s’arrête pas à lützi : nous sommes toustes concerné.es par la violente répression du gouvernement allemand, nous devons nous montrer solidaires partout où la machine capitaliste détruit des vies et gagne du terrain.
Le 14 janvier prochain se tiendra une manifestation massive convergeant vers lützerath afin d’en soutenir les occupant.es et déborder les forces de police sur place. Toutes les informations pour rejoindre le cortège et les campements de soutien externe se trouvent sur le site de lützerath : https://luetzerathlebt.info/

Pour suivre l’expulsion en direct, il existe plusieurs options :

Lützerath vivra ! Soutien à toutes les occupations militantes à travers le monde !



Notes

Cologne (Allemagne) : les bureaux de Siemens à la pavasse

Publié le 2023-01-14 16:45:03

Vous êtes la crise (climatique) ! En solidarité avec Lützerath…
Traduit de l’allemand de de.indymedia. 13 janvier 2023

Dans la nuit du 12 au 13 janvier 2023, nous avons attaqué avec des pierres et de la peinture les bureaux de l’entreprise Siemens sur la Frohnhofstraße à Cologne. Plusieurs vitres ont été brisées, la façade et les bureaux ont été embellis avec la peinture.

Le profiteur mondial de la destruction de l’environnement Siemens fait partie des gagnants de la crise. Malgré des problèmes de livraison et des coûts plus élevés pour l’électricité et l’énergie, le groupe a augmenté son bénéfice au quatrième trimestre 2022, passant de 1,3 milliard d’euros l’année précédente à 2,9 milliards d’euros.

Siemens gagne de l’argent dans le monde entier grâce à de grands projets nuisibles au climat, comme la construction d’une mine de charbon en Australie, où Siemens fournit la technique de signalisation pour la liaison ferroviaire vers la mine de Carmichael.

Dans les mines de charbon à ciel ouvert allemandes, comme par exemple à Garzweiler ou Nochten, Siemens propose également des services pour l’approvisionnement en énergie et le montage/maintenance de machines électriques sur les grands équipements de ces mines.
Depuis 2018, Siemens s’efforce de soutenir un autre projet hostile à l’humain et destructeur de l’environnement au Mexique, appelé « Tren Maya » (voir le communiqué de revendication de l’attaque d’un fourgon Siemens fin novembre 2021 à Hanovre).

Les bureaux de la Frohnhofstraße avaient déjà été visités en juillet 2021 dans le cadre de la campagne « Riseup4Rojava » (voir ce communiqué de revendication). Nous nous joignons ici aussi !

Avec notre action, nous poursuivons la série d’attaques contre différents responsables et profiteur/euses des crises actuelles, qui a commencé en automne dans différentes villes sous le slogan « Vous êtes la crise« , et nous envoyons des salutations combatives et de la force à tous les ami.e.s qui défendent le lieu à l’intérieur, au-dessus, en dessous et autour de Lützerath.

Relier les luttes globales – attaquer les profiteur/euses de la crise (climatique) et de la destruction de l’environnement !
Lützi vit, aime et se bat !

Leipzig (Allemagne) : nouvel incendie solidaire contre Hertz

Publié le 2023-01-15 06:00:13

[Dans la nuit de mercredi à jeudi 12 janvier, vers 2h du matin, cinq camions et une camionnette ont été la proie des flammes dans le quartier de Plagwitz à Leipzig. Les véhicules appartiennent à la société de location Hertz, et se trouvaient cette nuit-là sur un parking en libre accès près de la gare de S-Bahn. La police a ouvert une enquête pour incendie volontaire. Voici une traduction du communiqué de revendication de cette attaque solidaire.]


Hertz attaqué
Traduit de l’allemand de de.indymedia, 14 janvier 2023

Cheap thrills

Come on, come on, put the mask on / It’s wednesday night and I won’t be long
Gotta do my hair, put my gloves on/ It’s wednesday night and I won’t be long
‘Til I hit the target, hit the target / I got all I need / No, I ain’t got cash, I ain’t got cash / But I got you, grilly
Baby, I don’t need dollar bills to have fun tonight / (I love cheap thrills) / Baby, I don’t need dollar bills to have fun tonight / (I love cheap thrills) / But I don’t need no money / As long as I can feel the heat / I don’t need no money / As long as it keep burning

(Cheap Thrills, Sia & Sean Paul)

Avec cet air en tête et inspirés par les compagnon.nes à Hambourg, à Rome et à Athènes, nous avons attaqué Hertz par le feu dans la nuit du 12 janvier. Hertz coopère avec les ennemis de notre liberté et doit en payer le prix.

En solidarité avec les prisonniers en grève de la faim Alfredo, Ivan, Thanos et avec les 11 camarades de Turquie. Pour tous les prisonniers anarchistes emprisonnés par l’Etat, et pour tous les autres qui continuent à lutter à l’extérieur.
Salutations aux personnes qui défendent Lützerath de manière radicale !

Pour une solidarité internationale pleine de haine et de passion !
Jusqu’au prochain parking.

Des anarchistes


Quelques mots d’alfredo rapportés par les parlementaires à la presse.

Publié le 2023-01-15 12:10:04

Quelques mots d’alfredo rapportés par les parlementaires à la presse.

(…) « Je ne dis rien, je ne te parle pas si tu ne parles pas d’abord aux autres prisonniers ». C’est l’accueil des parlementaires. La porte de la cellule ne s’ouvre pas du tout, pas même pour la visite de contrôle des parlementaires, et ceux-ci parlent au prisonnier à travers le crabe.
« Je ne suis pas le « bon prisonnier » à sauver. Ma lutte est une lutte pour fermer 41 bis, qui est un régime carcéral en dehors des règles humaines ».

Cospito apparaît émacié, il a déjà perdu 35 kilos depuis qu’il a commencé son combat contre la perpetuité incompressible et le 41 bis, régime auquel il est soumis depuis le mois de mai de l’année dernière.
« Je sais que si je ne résous pas ce problème, je vais mourir. Ce sera ma dernière bataille », murmure-t-il depuis sa cellule, sortant du lit avec une couverture et un bonnet de laine sur la tête, « mais j’irai jusqu’au bout ». Je n’ai que cette arme, je n’ai que mon corps.
Cospito s’est battu depuis la prison et ne renonce à rien, il ne regrette pas, ne renonce pas et confirme sa méfiance à l’égard des institutions : « Je suis un subversif, j’ai toujours été un rebelle. Depuis que j’ai renoncé au service militaire. Je n’ai jamais accepté de servir l’État.  » Cospito considère l’État italien comme un ennemi à vaincre, mais l’État italien peut-il le considérer comme tel ?
(…) « Je suis anarchiste, par définition l’anarchie n’a pas de structure formelle, je n’ai pas de réseaux à qui donner des ordres. Nous combattons l’Etat mais nous n’avons pas de tels liens, c’est pourquoi je ne mérite pas d’être dans le 41 bis »(…)
(…) « Parce que le 41 bis est inhumain, il faut en sortir tout le monde, même les mafiosi ». « Je suis obligé d’utiliser la grève de la faim pour me faire entendre car c’est le seul moyen qui m’est permis de le faire »(…)
(…) « Je n’ai pas le droit de lire les livres que je demande, seulement ceux qui peuvent être achetés à l’économat. On m’interdit des journaux nationaux ainsi que de certaines chaînes de télévision. A quoi bon ? »(…)
je me tiens encore debout « , dit Cospito avant de s’allonger sur le matelas, « mais si je continue comme ça, je sais que bientôt je n’aurai plus la force de sortir de ce lit ».

Traduit de Lucharcontrael41bis

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Communiqué depuis différents territoires d’Abya Yala pour Alfredo Cóspito après presque 90 jours de grève de la faim contre le régime de punition et d’isolement 41 bis.

Publié le 2023-01-15 12:10:06

Communiqué depuis différents territoires d’Abya Yala pour Alfredo Cóspito après presque 90 jours de grève de la faim contre le régime de punition et d’isolement 41 bis.

Communiqué public des affinités anarchistes, subversives anti-autoritaires, nihilistes antispécistes et anarcha-féministes face à la situation actuelle du compagnon Alfredo Cóspito dans les prisons fascistes italiennes près de 90 jours après le début de sa grève de la faim.

En tant que compagnons qui soutiennent la lutte anarchique contre les prisons, la société carcérale et le système de domination, nous exprimons par ces mots notre soutien indéfectible au compagnon Alfredo Cóspito, enlevé par l’État italien dans la prison de Bancali, Sassari, Sardaigne ; un centre d’extermination dans lequel le régime infâme du 41 bis lui a été appliqué, dans le but de le détruire en tant que sujet et de l’empêcher de maintenir tout type de contact avec tous ses compas à l’intérieur et à l’extérieur des prisons.

Alfredo fait une grève de la faim depuis près de 90 jours pour exiger la fin de l’application de ce régime maudit, qui extorque nos compas par la torture de l’isolement cellulaire pour les inciter à donner des informations ou à mourir, seulement dans ces deux situations le 41 bis cesse d’être appliqué.

En tant que compagnons partageant les mêmes idées, nous répudions la torture appliquée à Alfredo et à d’autres compagnons, nous savons qu’ils nous craignent en raison de notre engagement sans restriction pour mettre fin au système de domination, un engagement qui ne se termine pas par la torture, ni par la prison, ni par la mort elle-même, et c’est pour cette raison qu’aujourd’hui Alfredo risque sa vie avec fermeté et sans hésitation.

Depuis le territoire occupé par l’État colonialiste chilien et depuis différents territoires d’Abya Yala, nous disons que la lutte de notre camarade est aussi la nôtre et que les conséquences d’une mauvaise fin à cette lutte seront vues et ressenties partout.

Ennemis, États et geôliers, n’oubliez pas que les frontières sont les votres, pas les nôtres, et que nos réponses ne passeront pas inaperçues si un seul d’entre nous est enlevé.

En tant que non-croyants, nihilistes et subversifs, nous savons que nous serons toujours en conflit, un conflit historique et continu, dans lequel la vie et la mort se rencontrent constamment dans une lutte sans fin jusqu’à la fin de toute la civilisation imposée par le pouvoir et les relations de domination.

Compagnon Alfredo Cóspito, nous savons que ces mots te seront refusés, mais nous te disons que nous sommes avec toi au loin et que ta lutte, ainsi que celle de tant d’autres, est et sera présente dans notre action quotidienne.

Mort à la société carcérale et à tous les États et institutions qui la soutiennent.

Nous exigeons la fin du 41 bis pour Alfredo Cóspito et la fin de l’isolement de tous nos compagnon kidnappés dans les prisons du monde.

Nous appelons à la solidarité avec Alfredo par tous les moyens.
les prisonniers anarchistes, les subversifs anti-autoritaires et les nihilistes antispécistes du monde entier sortent des prisons maintenant !!!

Fin 41 bis !
La fin de l’isolement en prison !
Prisonniers anarchistes, subversifs et antispécistes dans la rue maintenant !

 

Prison empresa la gonzalina de rancagua :
Marcelo Villarroel Sepúlveda.
Juan Aliste Vega.
Joaquin García Chancks.
Francisco Solar Domínguez.
Aldo Hernandez.
Prison pour femmes de San Miguel, santiago:
Mónica Caballero Sepúlveda.
Itamar Diaz.
Bélgica Toro Coleman.
Prison empresa santiago 1 :
Nicolas Melendez.
Rodolfo Olivares.
Diego Rivas.
Lucas Hernandez.
Abraham Astorga .
Javier Reyes.
Roman Zapata.
Tomás González Quezada.
– Red Solidaria Antikarcelaria con Juan y Marcelo (RSAJM).
-D-Linkir banda.
-Ciclo de Cine Anticarcelario Libertario.
-Revista Tiempo de Luchar (RSAJM).
-Red traductora de contrainformación Contra Info.espiv.net
-Buscando la kalle informativo de presxs subversivxs y anarquistas.
-Espacio Fénix.
-Boletin La Bomba.
-Coordinadora 18 de Octubre.
-Editorial Memoria Negra.
-Publicacion Refractario.
-Revista Anarquista Internacional Kalinov Most.
-Periodico Tinta de Fuga.
-Programa Recupera Tu Vida.
-Radio 31 de Enero.
-MapuAwka Contrainformación.
-Medio Libre La Zarzamora.
-Furia Anarcofeminista. Lima.
-Puntada con Hilo, comunicaciones lesbofeministas autónomas.
-Resistencia Dignidad.
-Jornadas Antifascistas.
-Asamblea Anarquista del Bio Bio.
-Red internacional por la libertad de los presos políticos del mundo y justicia por nuestros mártires.
– Taller Muerdago.
– Viejo Ted.
– Dagaz Bs. As. Argentina.
– Desborde Ediciones.
– Mundano Metralla.
– Festival de cine Anarquista Buenos Aires.
– Espacio Casa La Gomera Bs. As. Argentina.
— Loreone del Krimen.
– Programa Kontrababylon.
– Negras Tormentas.
-Radio 8 de octubre. Costa Rica.
-Laboratorio Popular de Medios Libres.

Le 13 janvier 2023, depuis differents territoires de Abya Yala

Traduit de Publicacion Refractario

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Chalair Aviation, la boîte collabo qui aide la PAF à expulser

Publié le 2023-01-15 12:40:02

A bas les CRA, 11 janvier 2023

Dans la longue liste des boîtes collabo, ces entreprises qui aident l’État français à mener sa politique raciste en contrôlant, enfermant, expulsant les personnes qui n’ont pas les bons papiers, voici la petite dernière : Chalair Aviation.

Cette mini compagnie aérienne, basée à Caen, juste à côté de l’aéroport (Aéroport de Caen, 14650 Carpiquet), a remporté cet été un appel d’offre du ministère de l’intérieur (voici le pdf).

L’objet du contrat : “la mise à disposition sur l’aéroport de Paris – Le Bourget, d’un avion de transport beechcraft 1900D (…) au profit des services du ministère de l’intérieur”.

Or c’est justement à partir du Bourget, que la PAF (direction centrale de la police aux frontières) réalise de nombreux vols cachés, ces expulsions faites par surprise. En gros, les flics débarquent à l’aube dans les cellules des CRA (centre de rétention administrative) pour choper un·e ou plusieurs retenu·es, ou les enferme à l’isolement la veille, pour ensuite les emmener à l’avion avec une grande violence.

Ces dernières années, c’était la société TwinJet, installée à Aix, qui détenait ce marché. Au départ du Bourget, TwinJet faisait notamment pour le compte de la PAF un vol hebdomadaire vers Tabarka en Tunisie après un stop à Marseille. Cela lui avait d’ailleurs valu de recevoir début avril, la visite de copaines dans son terminal de l’aéroport de de Marseille-Marignane !

Depuis quelques temps, nul trace de TwinJet au Bourget sur le site internet Flightradar24. Pourtant l’avion de la PAF (indicatif POF75) mutliplie les vols avec des avions enregistrés sous les noms “F-HBCK”, principalement, et “F-HBCJ”. Or ces deux appareils sont gérés par la compagnie Chalair, selon la base de données www.airfleets.net, la page wiki de la société et d’autres sites qui traquent les avions comme jetphotos.com.

Bref Chalair aviation a bien commencé son sale taf avec la PAF. Pour cette boîte, le contrat d’un montant de 8 à 13 millions d’euros sur 4 ans tombe à point nommé. La crise du Covid a plombé ses comptes. Son patron, Alain Battisti, qui était encore récemment à la tête du lobby du secteur (Fédération Nationale de l’Aviation Marchande – FNAM) a du injecter du pognon fin 2021 tout en quémandant un prêt à l’Etat, qui lui a a accordé un crédit de 4 millions d’euros.

Créé en 1986, cette compagnie aérienne s’est, au départ, spécialisée dans le transport de cadres d’entreprises en bossant notamment avec des boîtes parmi les plus pourries : Total, Areva, Perenco… Elle s’est aussi pendant un temps développée en Afrique où elle transportait des salariés de groupe miniers ou pétroliers au Niger, en Ouganda ou en Mauritanie… Elle gère aujourd’hui plusieurs lignes régionales au départ de Paris Orly, Brest, Lyon, Bordeaux, Limoges, Poitiers, Quimper, Toulouse, Marseille… Autant de lieux, où Chalair a peut être des comptoirs d’enregistrement, locaux, bureaux de représentation…

L’enfermement et l’expulsion des étranger·es ne repose pas uniquement sur les keufs et le ministère de l’intérieur. De nombreuses entreprises font leur biff sur ce système raciste. Lutter contre tous les acteurs qui collaborent au complexe de la rétention et de l’expulsion c’est soutenir concrètement les personnes qui subissent et combattent quotidiennement les CRA et les frontières.

Hambourg (Allemagne) : un véhicule Siemens s’enflamme pour Lützerath

Publié le 2023-01-15 12:40:04

Hambourg salue Lützi : une voiture de Siemens détruite
Traduit de l’allemand de de.indymedia, 15 janvier 2023

Même si nous ne sommes pas nous-mêmes à Lützerath, nous voulions contribuer à la résistance contre le lobby du charbon. C’est pourquoi, tard samedi soir, nous avons mis le feu à une voiture de l’entreprise Siemens dans la rue Försterweg, en espérant la détruire complètement.

Même si Siemens s’efforce de mettre en avant ses différents projets de greenwashing, la multinationale est à l’origine de projets sales et destructeurs dans le monde entier et collabore également avec RWE dans le bassin houiller rhénan.

Nous avons utilisé pour cela une méthode très simple. Il suffit de poser un morceau d’allume-feu sur l’un des pneus et de l’allumer, et en peu de temps, le feu ronge les jantes de la roue. Et au bout de quelques minutes, la voiture est en feu.

Nous sommes en colère contre l’évacuation de Lützi, les personnes blessées et la destruction du climat par le lobby du charbon. Nous saluons tous ceux qui, ces derniers jours et encore maintenant, résistent à Lützerath sous les formes les plus diverses. Et aussi tous ceux qui, comme nous, étendent la zone d’action.