Vive l'Anarchie - Semaine 33, 2023

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Berlin (Allemagne) : Switch off! Züblin, destructeur du quartier et de l’environnement

Publié le 2023-08-15 06:35:08

de.indymedia.org / lundi 14 août 2023

Quelqu’un doit bien construire toute cette merde : les autoroutes qui traversent des forêts, les taules, les palais pour riches, qu’ils appellent « densification », dans les arrière-cours, autrefois vertes, des vieux bâtiments berlinois, la bétonisation des bords de la rivière Spree.

En se promenant à travers la ville, nous croisons sans cesse les panneaux d’une poignée de sociétés, qui veulent ainsi surligner à qui appartient la ville. On y trouve Züblin, une entreprise du bâtiment, qui coule dans le ciment l’augmentation explosive des loyers. Depuis longtemps, Züblin est active dans le business de l’offensive capitaliste contre nos espaces de vie ; elle a déjà été dans le collimateur, il y a quarante ans, quand des engins de chantier ont brûlé, à cause de sa participation à la construction de la piste de décollage ouest, à Francfort [cette entreprise a été attaquée par exemple en octobre 1981, à Francfort, et en mars 1982, à Duisbourg, par des groupes des Revolutionäre Zellen ; NdAtt.]. Sous le nazisme, Züblin a fait appel à des travailleur.euses sous contrainte, pour la construction de l’aéroport de Francfort. A travers son association avec Strabag, Züblin est l’un des principaux tueurs d’arbres : que l’on pense à la construction de l’autoroute A49 à travers la forêt Danni ou de l’A66 à travers le bois de Fechenheim.

Identifier de tels acteurs et les saboter de manière imprévisible peut être une modeste contribution à la vague d’actions qui, à long terme, vont dans la direction de la révolte.

Dans la nuit du 10 août, sur la Alexandrinenstraße, dans le quartier de Kreuzberg, nous avons détruit par le feu un véhicule de Züblin.

L’agression de la veille contre les maisons occupées de la Habersaathstrasse, par une entreprise de sécurité privée agissant pour le compte de la mafia de l’immobilier, montre la détermination de nos adversaires à soumettre à tout prix la ville à leur recherche de profit. Il ne reste plus qu’à prendre pour cible tous ceux qui profitent des rapports d’exploitation.

Notre action a eu lieu dans un quartier qui a été complètement transformé, ces derniers années, en faveur des nouvelles élites urbaines. Le crépitement nocturne de leur véhicules doit être un accompagnement musical inquiétant pour le personnel de Züblin, d’Amazon, de la DB et cie, quand ils veulent se régénérer dans leurs nouveaux appartements chics, en prévision d’une nouvelle, productive, journée de travail.

 

Groupe pour l’arrêt de l’industrie du bâtiment

Operazione Scripta Scelera contro il quindicinale “Bezmotivny”: prime iniziative solidali, un breve aggiornamento, alcune osservazioni

Publié le 2023-08-15 08:45:03

Operazione Scripta Scelera contro il quindicinale “Bezmotivny”: prime iniziative solidali, un breve aggiornamento, alcune osservazioni

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Riceviamo e diffondiamo:

Qui le considerazioni in pdf: operazione scripta scelera contro il quindicinale bezmotivny prime iniziative solidali un breve aggiornamento alcune osservazioni

Operazione Scripta Scelera contro il quindicinale “Bezmotivny”: prime iniziative solidali, un breve aggiornamento, alcune osservazioni

All’alba di martedì 8 agosto si è dispiegata in varie città un’operazione repressiva – ridicolmente denominata Scripta Scelera (per ogni operazione lor signori hanno sempre un nuovo “ambizioso” o suggestivo nome) – volta, negli intenti dell’apparato repressivo dello Stato, a chiudere il quindicinale anarchico internazionalista “Bezmotivny” colpendone l’attività di pubblicazione di analisi e riflessioni, nonché e in particolar modo di testi rivendicativi di azioni, sabotaggi e iniziative d’attacco intraprese da anarchici e rivoluzionari in tutto il mondo contro lo Stato e il capitale.

Ricapitoliamo brevemente i fatti. L’operazione, che ha coinvolto in particolar modo compagni anarchici a Carrara e il Circolo Culturale Anarchico “Gogliardo Fiaschi”, ha comportato la notifica di un’indagine nei confronti di 10 compagni e compagne, destinatari di altrettante perquisizioni domiciliari (oltre a quella effettuata nei confronti del suddetto circolo), e ingenti sequestri di giornali e pubblicazioni varie. Tra questi 10 indagati (per i quali il pubblico ministero genovese Manotti aveva avanzato in due occasioni richiesta di custodia cautelare in carcere), il giudice per le indagini preliminari ha stabilito per quattro gli arresti domiciliari con tutte le restrizioni (incluso il braccialetto elettronico, che però non è stato applicato per via della mancanza dell’apparecchiatura necessaria), per altri cinque l’obbligo di dimora con rientro notturno dalle 19:00 alle 07:00, mentre un compagno è senza alcuna restrizione (in questura hanno provveduto a notificargli un foglio di via obbligatorio dalla provincia di La Spezia per la durata di due anni). Uno tra i compagni destinatari dei domiciliari è stato inizialmente tradotto in carcere su disposizione dello stesso GIP per via del fatto che era privo di una residenza formale. Nel contesto dell’operazione è stata inoltre posta sotto sequestro (e successivamente dissequestrata) una tipografia ad Avenza dove ultimamente veniva stampato il giornale.

La sera di mercoledì 9 agosto si è tenuto sotto le mura del carcere di La Spezia un saluto nei confronti del compagno lì recluso, con l’auspicio che potessero giungergli le voci solidali. I detenuti da dentro hanno risposto. Tra il 10 e l’11 agosto si sono tenuti presso il tribunale di Genova gli interrogatori di garanzia nei confronti dei nove compagni per cui sono state disposte le misure cautelari da parte del GIP. Il 10 agosto il giudice ha stabilito il trasferimento ai domiciliari del compagno recluso nel carcere di La Spezia, che in serata è arrivato presso l’abitazione. La prossima scadenza processuale per quanto riguarda le misure cautelari è l’udienza di riesame, che non è ancora stata fissata.

Sabato 12 agosto si è tenuta l’annunciata iniziativa in piazza Gramsci, a Carrara, in solidarietà con i compagni coinvolti in questa operazione repressiva. Dal presidio in piazza è partito un corteo partecipato da almeno un’ottantina di compagni che fino a sera hanno attraversato il centro della città scandendo cori. “Lo Stato non ha mai fermato la propaganda anarchica”, questo il testo di uno degli striscioni presenti.

Qualche stringata osservazione sull’operazione repressiva. Come già detto, l’indagine – condotta principalmente dalla DIGOS della polizia di La Spezia, dalla direzione centrale della polizia di prevenzione e dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova – si è concentrata sull’attività di redazione, pubblicazione e distribuzione di “Bezmotivny” a partire dal 2020. Sulla falsariga di quanto già portato avanti nell’ambito dell’operazione Sibilla dal Raggruppamento Operativo Speciale dei carabinieri e dalla procura di Perugia con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (che vi ha fatto confluire una precedente indagine in corso a Milano), per cui la PM Comodi avanzò a settembre 2021 una richiesta di otto arresti in carcere nei confronti di altrettanti compagni, tra cui Alfredo Cospito, per la pubblicazione del giornale anarchico “Vetriolo”, anche quest’operazione ha i suoi cardini nelle accuse di associazione sovversiva con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico (art. 270 bis c. p.) e di istigazione a delinquere (art. 414 c. p.) con l’aggravante della finalità di terrorismo. Quest’ultimo procedimento presenta quindi consistenti similitudini, come pure alcune differenze, rispetto a quello della procura di Perugia (in cui, tra l’altro, sono già indagati tre dei compagni coinvolti in quest’ultima inchiesta).

Anzitutto, sebbene questa non sia un’indagine volta a puntellare il provvedimento di detenzione in regime di 41 bis per Alfredo Cospito (in carcere da oltre 10 anni e che ha rivendicato il ferimento dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, R. Adinolfi), prosegue nell’esplicitare – come emerge con ossessiva ripetitività negli atti d’indagine – lo sfacciato e vano tentativo delle forze repressive di “ridefinire” i rapporti tra compagni, descrivendo il compagno Alfredo di volta in volta come un “leader”, un “ideologo”, un “teorico con un ruolo orientativo nelle azioni”, nonché le pubblicazioni anarchiche come “istigatorie” in relazione alla realizzazione di azioni rivoluzionarie. In questo senso, mentre la guerra e le necessità belliciste degli Stati rappresentano lo sfondo sociale e politico del nostro tempo, prosegue l’imperitura campagna repressiva antianarchica diretta ad ammutolire la solidarietà nei confronti dei rivoluzionari imprigionati e soprattutto a colpire il principio della solidarietà tra compagni, tra sfruttati, nella sua declinazione rivoluzionaria e internazionalista. A differenza ad esempio di Sibilla (dove evidentemente il GIP aveva comunque inteso mostrare una sua maggiore “indipendenza”), è significativo come, dopo la richiesta dei 10 arresti in carcere da parte del PM, questo procedimento abbia avuto per quanto concerne le accuse un avallo quasi integrale nella definizione delle misure cautelari, in quanto per otto compagni il GIP le ha stabilite anche in relazione all’art. 270 bis c. p., dimostrando in tale maniera un totale asservimento alle esigenze della procura.

Infine, appare chiaro come questa operazione sia volta a tentare di dare un colpo al movimento ancora nei suoi strumenti di propaganda e agitazione, quindi a ristabilire il prestigio dell’antimafia e dell’antiterrorismo (da tempo la Direzione Nazionale Antimafia è divenuta anche Antiterrorismo, struttura di coordinamento dell’offensiva repressiva in corso da anni contro gli anarchici) a seguito dell’intenso movimento di solidarietà internazionale sviluppatosi dopo il trasferimento di Alfredo Cospito in 41 bis nel maggio 2022 e in special modo durante lo sciopero della fame contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo tra l’ottobre successivo e l’aprile di quest’anno. Una mobilitazione che, impedendo il tentativo di annientamento nei confronti del compagno, quindi riuscendo a evitare una praticamente certa condanna all’ergastolo, è stata un serio bastone tra le ruote per la suddetta offensiva repressiva e per il mantenimento della pace sociale.

Consapevoli che questa non è un’operazione contro insussistenti “libertà di stampa”, “di espressione”, “di opinione”… insussistenti proprio perché illusorie menzogne della giustizia, perseveriamo nel non avere alcuna fiducia in quest’ultima, consapevoli che l’elemento “tecnico” è sempre sovrastato e diretto da quello “politico”: precise esigenze di natura politico-ideologica conducono a queste operazioni repressive e non è certo sul terreno del diritto che si esplicita la nostra lotta (e anche volendo, sarebbe tra l’altro impossibile controbattere ad accuse sostanzialmente rivolte contro l’identità, la personalità, l’indole dei compagni). Operazioni repressive come questa non fermano proprio niente: fino a quando esisterà la società suddivisa in classi, lo sfruttamento e ogni forma di oppressione sociale, lo Stato non fermerà il germogliare delle idee rivoluzionarie e gli anarchici continueranno a lottare.

Il Circolo Culturale Anarchico, aperto in via Ulivi 8 a Carrara a partire dagli anni Settanta, resta sempre attivo, con l’archivio in consultazione, la distribuzione e le iniziative.

SOLIDARIETÀ CON GAIA, GINO, LUIGI, PAOLO E TUTTI I COMPAGNI E LE COMPAGNE INQUISITI

[15 agosto 2023]

Chanéac (Ardèche) : saboter les laisses électroniques dès leur construction

Publié le 2023-08-15 20:55:03

14 août 2023
Par Sans Nom (source)
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Sabotage de la future antenne relais
L’Hebdo de l’Ardèche, 3 août 2023 (extrait)

Dans la nuit du mardi 25 au mercredi 26 juillet, des opposants à l’implantation de l’antenne de téléphonie mobile située à La Champ du hameau de Serres ont saboté les armatures du socle devant recevoir le mat. Les fixations avaient été réalisées quelques semaines avant, et le mat en trois parties devait être posé par voie aérienne le 26 juillet.

Cette antenne relais doit améliorer le réseau des habitants de Bois-Lantal (commune de Chanéac) et de la Viale (commune de Saint-Clément). Des questions demeurent à propos de cet acte de vandalisme : s’agit-il d’une protestation contre la diffusion des ondes ou pour l’impact paysager ? En attendant la poursuite des travaux et la reprise du socle, une enquête est ouverte pour notamment répondre à ces questions.




Source: Sansnom.noblogs.org

Asheville Police Cars 'Completely Destroyed' By Suspected Arson – Asheville, NC

Publié le 2023-08-15 21:00:03

August 14, 2023

Two marked Asheville Police Department vehicles were set on fire the morning of Aug. 14.
The Asheville Fire Department responded to the scene and extinguished two police cars that had been set on fire near block 30 of Lynndale Avenue in West Asheville.
The parking lot is located behind APD's West Asheville resource center on Haywood Road and is used by the department to park cars.
The Asheville Fire Department says "There's no information that we have other than they do believe it was arson and it is under investigation,"

Found On Mainstream Media

Berlin (Allemagne) : attaque incendiaire contre l’industrie du bâtiment

Publié le 2023-08-15 21:05:02

Switch off! Züblin, destructeur du quartier et de l’environnement
Traduit de l’allemand de de.indymedia, 14 août 2023

Quelqu’un doit bien construire toute cette merde, les autoroutes à travers les forêts, les prisons, les palais pour riches nommés « densification » et bâtis dans les arrière-cours autrefois vertes des vieux immeubles berlinois, les voies de circulation en béton sur les rives de la Spree.

En se promenant dans Berlin, on croise régulièrement les panneaux d’une poignée d’entreprises qui veulent ainsi souligner à qui appartient la ville. Parmi elles se trouve Züblin, un groupe de BTP qui coule dans le ciment la hausse explosive des loyers. Depuis longtemps, Züblin est active dans l’offensive capitaliste contre nos espaces de vie, et avait déjà été prise pour cible il y a quarante ans, lorsque des engins de construction avaient été incendiés en raison de sa participation à la construction de la piste de décollage ouest à Francfort. Pendant le régime nazi, Züblin avait aussi fait appel à des travailleur.euse.s forcé.e.s pour construire l’aéroport de Francfort. Grâce à ses liens avec l’entreprise Strabag, Züblin est devenue l’un des principaux tueurs d’arbres, comme avec l’extension de l’autoroute A49 à travers la forêt de Danni, ou de l’autoroute A66 à travers la forêt de Fechenheim.

Identifier de tels acteurs et les saboter de manière imprévisible peut être une modeste contribution à la vague d’actions qui, à long terme, vont en direction de la révolte.

Dans la nuit du 10 août sur la Alexandrinenstraße, nous avons mis le feu à un véhicule de Züblin dans le quartier de Kreuzberg.

L’attaque de la veille contre les maisons occupées de la Habersaathstr. par une société de sécurité à la solde de la mafia immobilière montre la détermination de nos adversaires à soumettre à tout prix la ville à leur quête de profit. Il ne reste plus qu’à prendre pour cible tous les profiteurs des rapports d’exploitation.

Notre action s’est déroulée dans un quartier qui a été entièrement transformé ces dernières années au profit des nouvelles élites urbaines. Le crépitement nocturne de leurs véhicules doit être l’accompagnement musical inquiétant des employés de Züblin, Amazon, Deutsche Bahn & Co, quand ils veulent se régénérer dans leurs nouveaux appartements chics avant de se lancer dans une nouvelle journée de travail productive.

Groupe pour l’arrêt de l’industrie du bâtiment

Aude : pas de vacances pour le réseau des flics

Publié le 2023-08-15 21:15:02

Haute Vallée de l’Aude : les numéros d’urgence injoignables
ce 15 août à cause d’un acte de vandalisme
L’Indépendant, 15 août 2023 (extrait)

Les vandales ne prennent pas de vacances. Ainsi, dans la nuit du lundi 14 au mardi 15 août, des individus pour l’instant non identifiés ont sectionné le réseau fibre sur une commune de la Haute Vallée, le long d’une voie ferrée. Un acte aux lourdes conséquences, puisque les numéros d’urgence (15,18 et 17) sont injoignables sur le secteur depuis et ce quel que soit l’opérateur des usagers.

« Même un jour férié, nos équipes restent mobilisées pour rétablir l’accès à ses numéros d’urgence le plus vite possible. Le lieu concerné est difficile d’accès : les équipes doivent marcher pendant une heure et demie le long de la voie ferrée, et sous la chaleur avant d’atteindre leur objectif », détaille Pierre Savanio, directeur des relations avec les collectivités territoriales pour Orange. Ainsi, deux équipes travaillent en simultané sur place pour procéder le plus vite possible aux soudures et au remplacement des câbles sur plus d’un kilomètre.

Pierre Savanio le dit lui-même : ce n’est pas le premier acte de vandalisme qui touche le réseau fibre sur la Haute Vallée et la ligne en question « est très fréquemment visée » par les vandales. Le dernier en date, survenu le vendredi 27 janvier, avait paralysé cette fois l’ensemble du réseau, mais uniquement pour les abonnés Orange.

Canny-sur-Matz (Oise) : l’antenne de téléphonie à la disqueuse

Publié le 2023-08-15 21:20:03

À Canny-sur-Matz, des vandales détériorent l’antenne SFR
Courrier Picard, 8 août 2023

Les abonnés aux réseaux de téléphonie mobile des opérateurs SFR et Bouygues ne peuvent plus utiliser le réseau de la 4G depuis la fin de la semaine dernière, à Canny-sur-Matz et plusieurs villages proches. Dans la nuit du jeudi 3 au vendredi 4 août, des individus ont détérioré l’antenne installée lors de l’été 2021. Le portail a été défoncé, l’armoire électrique coupée à la disqueuse, et l’ensemble des câbles sectionnés jusqu’aux deux tiers de la hauteur du mât de 40 mètres.

«  Ils ont pris de grands risques, pour cet acte gratuit qui impacte tout le monde ici, souligne le maire, Philippe Delachambre. Depuis vendredi, pour communiquer, nous sommes de retour au Moyen âge… » SFR, qui loue le terrain à la commune, a déposé plainte et entamé ce mardi les travaux de réparation. «  Le préjudice doit se monter autour de 30 000 euros  », estime l’élu.

Fleurus (Belgique) : le collabo des flics et des militaires perd 10 véhicules

Publié le 2023-08-16 17:25:04

[Pour rappel, le groupe de logistique UPS (United Parcel Service) est le titulaire en charge de l’appel d’offre de transport de colis pour le ministère de la Défense nord-américain partout dans le monde et ce depuis des décennies (avec FedEx & Polar Air Cargo), ce qui en fait par exemple le logisticien privilégié des militaires des bases américaines de l’OTAN en Europe ; c’est également une des grandes entreprises qui fait actuellement des dons au projet de Cop City à Atlanta ; et c’est aussi un recruteur zélé d’anciens combattants et de réservistes de l’armée US, dont UPS affirme fièrement dans ses campagnes de promotion apprécier « les compétences » et partager « les valeurs »].


Fleurus: dix camionnettes incendiées sur le site d’une entreprise
Belga/DH, 16 août 2023 (extrait)

Mardi soir, peu après 23 heures, les pompiers de Jumet et de Charleroi (zone Hainaut-Est) ont été mobilisés à Fleurus, avenue de l’Espérance, dans le zoning. On leur signalait une camionnette en feu près du hangar d’une entreprise [le sous-traitant du groupe UPS].

En arrivant sur place, les pompiers se sont retrouvés face à dix camionnettes, toutes touchées par les flammes. Le quai de chargement du hangar est également touché. D’après les premières informations récoltées sur place, il semblerait qu’un individu ait bouté le feu à une des camionnettes avant de détaler, les flammes se seraient ensuite propagées aux autres véhicules garés à côté.

Les caméras de surveillance présentes sur les lieux du sinistre ont mis en lumière la présence d’un suspect, équipé d’un jerricane. «Il n’est toujours pas identifié et cela ne s’annonce pas simple du tout étant donné qu’il était porteur d’un gilet à capuche et que nous ne voyons que ses yeux», a précisé le parquet de Charleroi en début d’après-midi.

La Roche-sur-Yon (Vendée) : l’hôtelier fait son beurre sur les expulsions de sans-papiers

Publié le 2023-08-17 06:05:05
[Pour rappel, la création de Locaux de rétention administrative (LRA) dans des hôtels ordinaires, pour y enfermer des sans-papiers en attente d’expulsion est une pratique régulière des préfectures, comme on pouvait  déjà en trouver un autre exemple ici avec l’hôtel Ashley, situé à Ruaudin (Sarthe).]

Reconduites à la frontière : un local de rétention administrative installé dans un hôtel en Vendée
Ouest France, 11 & 15 août 2023 (extrait)

La décision a été prise en catimini. La préfecture de la Vendée a, dans un arrêté daté du 28 juin 2023, créé un local de rétention administrative (LRA) au sein de l’hôtel Le Sully, à La Roche-sur-Yon. Un nouvel arrêté, pris le 10 août, en acte sa première utilisation.

Pour rappel, ces lieux de privation de liberté visent à faire transiter temporairement des « ressortissants étrangers faisant l’objet d’une mesure d’éloignement », avant de les placer en centre de rétention administrative (CRA). La dernière étape avant « une reconduite à la frontière ». Les centres de Rennes (Ille-et-Vilaine) et de Rouen (Seine-Maritime) étant « saturés », ce local permet à la préfecture de « maintenir » au maximum deux personnes en même temps, pour une durée de 48 heures, avant un éventuel transfert.

L’augmentation des « capacités de rétention » s’inscrit également dans la volonté du ministère de l’Intérieur de durcir sa politique à l’égard des personnes en situation irrégulière sur le territoire. Le ministre, Gérald Darmanin, a prescrit aux préfets, fin 2022, de « porter le nombre de places (dans les locaux de rétention) à 300 d’ici fin 2023, contre 131 places actuellement, avec un maillage fin du territoire ».


Marie-Chantal & Didier Lejuste, heureux propriétaires de l’hôtel Sully, qui a signé une convention avec la préfecture de Vendée pour y enfermer des sans-papiers

Hôtel-restaurant Le Sully
Boulevard Sully/Place Olivier de Serres, 85000 La Roche-sur-Yon

Dénomination commerciale : L.M.C. HOTEL RESTO
Propriétaires : Marie-Chantal Lor-Saw (60%) & Didier Lejuste (40%)
Adresse déclarée au Registre du commerce et des sociétés lors de l’achat de l’hôtel en juillet 2019 :  5 allée de Maubreuil – 44 470 Carquefou

Chronologie succincte :
juillet 2019, achat de l’hôtel-restaurant Le Sully par Marie-Chantal Lor-Saw & Didier Lejuste
16 mai 2022, Le Sully se place en cessation de paiements
20 juillet 2022, ouverture d’une procédure de redressement et nomination d’un mandataire judiciaire par le Tribunal de commerce
26 décembre 2022, signature d’une convention entre l’hôtel Sully et la Préfecture de Vendée pour créer un local de rétention administrative (LRA) au sein de l’hôtel
avril 2023, ouverture de la salle rénovée de l’hôtel-restaurant (90 couverts, nommée La Bobine) avec au menu selon Didier Lejuste : « langue de bœuf, pied de cochon, tête de veau, les tripes et bien d’autres spécialités françaises » (Ouest France, 31/3)
28 juin 2023, arrêté de préfecture créant le LRA
19 juillet 2023, l’hôtel Le Sully est placé en redressement judiciaire (avec un plan sur 10 ans) après deux périodes d’observation jugées favorables par le Tribunal de commerce
10 août 2023, arrêté de préfecture mettant en acte la première utilisation du LRA dans l’hôtel. Deux sans-papiers y sont enfermés dès le lendemain (les proprios se font aussi du beurre avec les flics logés sur place et chargés de leur surveillance).

Extrait de l’arrêté du 10 août 2023 de la préfecture de Vendée « portant ouverture d’un local de rétention administrative temporaire » à La Roche-sur-Yon

Montreuil: la Baudrière expulsable à partir du 21 août

Publié le 2023-08-17 22:05:04

Montreuil: la Baudrière expulsable à partir du 21 août

Pourquoi défendre la Baudrière

La Baudrière, c’est un squat anarcha-féministe transpédégouine qui a ouvert en novembre 2021 à Montreuil. Plein de personnes y ont passé quelques heures ou quelques jours, y ont habité, appris des trucs, fait la fête, fait des réunions, amassé des souvenirs. Maintenant, l’expulsion approche ; et pour nous qui investissons cet espace de diverses manières, le temps de la défense commence. On appelle donc les non mecs cis het à venir défendre la Baudrière à partir du 21 août, début de la période d’expulsabilité.

Voici quelques raisons qui nous poussent à pas vouloir nous laisser faire. À bas les expulseurs et les gentrifieurs !

Défendre la Baudrière pour empêcher la concrétisation d’un énième projet immobilier gentrifieur et freiner la spéculation immobilière. Squatter, c’est une manière de lutter contre la propriété privée, qui produit précarité, mal-logement, isolement et ravage écologique. En ville, les loyers augmentent toujours plus, tout est toujours plus adaptés aux riches, tandis que les pauvres sont chassé-es dans des banlieues toujours plus excentrées. Le projet immobilier prévu à la place de la Baudrière s’inscrit parfaitement dans le processus de gentrification à l’oeuvre à Montreuil : une résidence privée, des appartements luxueux accompagnés de commerces hors de prix, pour que les nouveaux et nouvelles venu-es se sentent déjà chez elleux dès leur arrivée.

Défendre la Baudrière pour conserver des espaces gratuits et non-marchands en ville. Squatter, ça veut dire ne pas payer de loyer. Ça permet à des personnes précaires d’avoir un endroit où vivre, et d’habiter dans un espace décent, salubre et spacieux, en n’ayant pas besoin de se soumettre à la bonne volonté des agences immobilières et autres propriétaires classistes, racistes et queerphobes, pour avoir (peut-être) le droit de s’installer dans des appartements minuscules.

Ne pas devoir payer pour survivre, ça signifie ne pas avoir d’injonction à travailler pour survivre. Ça laisse du temps et de l’énergie pour faire de la récup pour manger, se meubler, décorer, pour s’investir dans des projets, pour partir, pour faire les choses qu’on a vraiment envie de faire sans contrainte de temps ni de productivité. Ne pas devoir payer pour survivre, c’est aussi avoir plus d’argent pour soutenir financièrement sa famille, ses copaines, des gens ou des collectifs qui en ont besoin, pour entretenir des formes de solidarité, pour acheter des trucs dont on a besoin ou envie, ou pour manger des goûters tous les jours.

Avoir des lieux collectifs où on ne paie ni loyer, ni charges, et avoir du temps pour faire de la récup ou construire soi-même au lieu de devoir acheter, ça contribue au fait d’entretenir des espaces non-marchands : toutes les soirées, cantines et événements sont à prix libre, on a un freeshop dans lequel on peut prendre des habits gratuitement, les bénéfices lors de soirées de soutien peuvent aller intégralement aux collectifs qui les organisent. Les cantines gratos ou à prix libres ont aussi été des moments incroyables de rencontres et de solidarité matérielle directe, où on a pu couper des oignons toustes ensemble, papoter, écouter de la musique, créer des liens et bien rigoler.

Défendre la Baudrière pour conserver un espace d’organisation politique. L’organisation politique, c’est galère quand on a pas de lieu pour se retrouver, croiser d’autres collectifs, organiser des événements, se donner rendez-vous pour aller ensemble en manif ou à des rassemblements. Les squats d’activité politique sont des espaces qui permettent d’accueillir des collectifs pour qu’ils aient un endroit pratique dans lequel évoluer, monter des projets ou préparer des ouvertures pour faire émerger de nouveaux lieux. On a des sleepings pour accueillir les personnes qui viennent de loin, on a de quoi faire des cantines, on a de quoi faire des réunions, on a de quoi faire des soirées de soutien qui dégagent des milliers d’euros pour financer les collectifs qui ont besoin de thunes. On a envie que la Baudrière dure encore longtemps, parce que ça permettrait de garder un lieu où c’est matériellement pratique de pouvoir s’organiser, mais aussi pour avoir de la continuité dans nos luttes, entretenir des réseaux de solidarité, développer des liens solides et durables, et pour faire mieux, parce que tout ce qui a été fait est évidemment loin d’être parfait.

Défendre la Baudrière parce que c’est un lieu autogéré de rencontres, d‘apprentissage et d’expérimentation. Un espace qui accueille plein de personnes, ça permet de se rencontrer, de nouer de nouveaux liens, de partager des connaissances et savoirs-faires parfois perçus comme sans valeur -cuisine, coiffure, faux ongles…-, ou au contraire qui nous sont souvent inaccessibles – bricolage, réparation, formations médic, transitions hormonales, réduction des risques…-. Tout ça en se sentant davantage légitimes, davantage capables, et sans que des mecs cis het nous expliquent la vie.

À la Baudrière, il y a eu tout ça mais aussi du jardinage, plein de constructions, de la sérigraphie, des ateliers et des discussions sur des thèmes très divers… C’est aussi un endroit d’expérimentation dans lequel on peut construire des espaces qui nous ressemblent : on peut essayer des trucs et c’est pas grave si ça marche pas ; on peut casser des murs ; on peut peindre partout juste pour le plaisir, sans perdre de caution. Investir un lieu autogéré, c’est entretenir des espaces mouvants, modulables, changeants ; ça permet de se tromper, de se remettre en question, de se renouveler.

Défendre la Baudrière parce que c’est un lieu TPG. On a fait que le répéter pendant tout ce texte, mais avoir des espaces transpédégouines, c’est ultra important, parce qu’on peut s’y retrouver entre nous, partager nos vécus, faire des fêtes ultra stylées, pas flipper et devenir collectivement plus solides, construire une forme d’autonomie transpédégouine ensemble. Ça a fait émerger un travail énorme sur les mémoires TPG, avec des expositions d’archives un peu partout dans les bâtiments, et plusieurs événements consacrés à ce thème.

On a toujours tenu, comme des copines nous l’ont appris, à ce que les mixités choisies soient « sans mecs cis het » et pas « sans mecs cis », mais la majorité des moments publics étaient en mixité, tout en étant de fait investis d’une majorité de personnes TPG. Avoir ces moments de mixité en majorité TPG a été précieux, et nous a permis de faire plein d’alliances inattendues, notamment en étant un espace d’organisation dans le cadre de luttes de quartier, avec des personnes de plein d’horizons différents, dans un lieu qui assumait dans le même temps son identité anarcha-féministe.

Défendre la Baudrière parce que c’est un espace de soin et de soutien communautaire. Un lieu TPG, c’est un lieu dans lequel le soin et le soutien deviennent plutôt centraux. C’est chouette d’avoir des espaces d’entraide qui soient horizontaux, qui offrent la possibilité d’obtenir et de donner du soutien pour des démarches administratives ou médicales, sans avoir besoin d’être confronté à des services médicaux ou sociaux. Ça s’est matérialisé par des moments autour des transitions de genre, surtout lors des Instant T du FLIRT et parfois de l’apéro transmasc, mais aussi de manière plus informelle, avec des partages de connaissances, d’hormones, de services, d’idées. Le sleeping a aussi permis de faire de l’accueil d’urgence pour dépanner des personnes qui avaient besoin temporairement d’un hébergement. Tout ça, ça aide à s’émanciper des structures d’aide institutionnelles, rigides, violentes et infantilisantes -tant bien que mal, comme on peut. On a pu essayer d’apprendre à construire autrement des liens forts, de mettre en commun nos savoirs et nos compétences, de pas rester trop isolé-e et de trouver un peu des solutions quand on a pas de famille, pas de thunes, pas de logement ou qu’on trouve pas de soutien.

Défendre la Baudrière parce que c’est un espace de vie. La Baudrière, c’est là où une quinzaine de personnes habitent actuellement. C’est une maison qui permet de (sur)vivre au quotidien, de dormir, de manger gratuitement ou presque, d’habiter dans un espace agréable, spacieux et avec un jardin, de stocker des affaires, de faire des goûters, des barbecues véganes, de regarder des films dans une salle de cinéma, d’être triste ou pas bien sans être tout-e seul-e, d’avoir des moments festifs et collectifs, d’étudier sans être contraint-e de travailler en même temps, de discuter, d’être tranquille.

C’est un espace collectif dans lequel plein de personnes ont habité, et où on peut vivre à plein. Il y a toujours quelqu’un-e à qui parler ou avec qui faire des trucs, et ça change des studios où on habite seul-e, sans possibilité de construire aisément des liens ou d’habiter avec les personnes avec qui on a envie de vivre.

La Baudrière est un espace de vie, pour les humain-es comme pour les non-humain-es. Deux chats, des souris, deux immenses marronniers, les oiseaux qui y nichent, des cloportes, des scarabées, des fourmis et des escargots, les plantes, les fleurs et les légumes de la cour et du toit-jardin : tout cela est voué à disparaître sous le béton. La fin de la Baudrière, c’est la fin d’un écosystème complexe où cohabitent des formes de vie sous plein d’aspects différents.

Défendre la Baudrière parce que c’est un bâtiment swag. Le bâtiment est grand, pratique, proche du métro et bien placé dans Montreuil. Plein de gens ont mis de leur énergie pour le rendre agréable et joli, pour décorer et aménager les espaces pour qu’on s’y sente bien ; ça fout le seum de perdre un bâtiment qui est déjà utilisable. Les espaces sont remplis de souvenirs et c’est super triste de les laisser eux aussi s’enfouir sous le béton.

Défendre la Baudrière pour continuer à pouvoir squatter. Cette année, la loi Kasbarian, une loi anti-squat, a été votée. Elle va compliquer les prochaines occupations, en plus de faciliter les expulsions locatives des personnes les plus précaires. On a donc intérêt à garder précieusement et le plus longtemps possible les lieux déjà ouverts. Défendre la Baudrière, c’est montrer qu’on veut pas se laisser faire et que nos revendications ne se résument pas qu’à limiter la casse de nos droits : on veut plus de droits, mais surtout on s’octroie le droit de faire ce qu’on veut.

La Baudrière a été ouverte quasi-exclusivement par des personnes très jeunes et TPG, parce qu’elles avaient besoin d’espaces de vie et d’organisation, mais aussi en réaction à un milieu parfois queerphobe, et souvent peu accessible. Tout au long de l’existence de la Baudrière, il y a eu de précieuses manifestations de solidarités, matérielles, affectives, festives, de la part de plein de collectifs et de plein d’individus, des réseaux et groupes inter-squat d’Ile-de-France, et d’autres lieux autogérés et/ou squattés à Montreuil et en Ile-de-France. C’est aussi grâce à tout ça qu’elle a pu ouvrir et vivre aussi longtemps. Merci <3

La Baudrière on l’aime, on la kiffe de ouf, et c’est aussi pour ça qu’on veut la défendre.

Viens défendre la Baudrière, ses barricades, ses cabanes dans les arbres et ses scarabées !

On a besoin de monde pour venir dormir dès le 20 au soir (en mixité choisie sans mecs cis hétéros), ramène ton duvet et ton tapis de sol :) (attention cependant, il y a des risques juridiques : venez en parler, on vous fournira des explications précises et détaillées, on a tout bien préparé l’anti-répression !)

– Rendez-vous le 21 août à 10H pour un petit déjeuner du premier jour d’expulsabilité.

S’il y a une tentative d’expulsion de la Baudrière ou qu’elle est expulsée, manifestation le soir même. RDV à 18h30 sur le place de la République à Montreuil. (infos en temps réel sur le blog de la Baudrière).

– Rejoins-nous pour la 3e édition du festival des Digitales: si la Baudrière n’est pas encore expulsée, ce sera un bon moyen de rejoindre d’une manière ou d’une autre la défense du lieu.

La Baudrière, 65 bis rue Voltaire, Montreuil
la-baudriere [at] riseup [point] net
https://squ.at/r/8ibz
https://labaudriere.noblogs.org/


Des groupes à Montreuil https://radar.squat.net/fr/groups?fulltext=Montreuil
Des squats à Paris et banlieue https://radar.squat.net/fr/groups/city/paris/country/FR/squated/squat
Des squats expulsés: https://radar.squat.net/fr/groups/city/paris/field_active/1/squated/evicted
Des groupes (centres sociaux, collectifs, squats) à Paris et banlieue https://radar.squat.net/fr/groups/city/paris/country/FR
Des événements à Paris et banlieue https://radar.squat.net/fr/events/city/Paris


La Baudrière, le 17 août 2023 https://labaudriere.noblogs.org/post/2023/08/17/pourquoi-defendre-la-baudriere-fr-en/

Londres (R-U) : 288 caméras de surveillance sabotées en quatre mois

Publié le 2023-08-18 15:45:03

Londres. Sabotage massif de caméras de surveillance
Le Matin (Suisse), 18 août 2023

La police londonienne a indiqué vendredi avoir recensé des centaines de sabotages de caméras en amont de l’extension très polémique de la taxe sur les véhicules les plus polluants, prévue à la fin du mois dans la capitale britannique. Restreinte au centre de Londres à son introduction en 2019, la zone ULEZ (ultra low emission zone) avait déjà été considérablement élargie en 2021 et doit être étendue à tout le Grand Londres le 29 août.

L’extension de la taxe, en pleine crise du coût de la vie au Royaume-Uni, est vivement critiquée par les riverains et certains opposants s’en prennent aux caméras placées sur les routes – censées lire les plaques d’immatriculation pour vérifier que le véhicule est exempté ou que la taxe a bien été payée.

Dans un communiqué, la Metropolitan Police a précisé avoir recensé au 1er août 288 infractions liées aux caméras ULEZ, principalement des câbles endommagés et des vols de caméras. La police avait commencé son enquête en avril, après que Transport for London, l’agence qui a installé les caméras, a rapporté des cas de vols et de vandalisme parmi les 2750 caméras installées pour couvrir les nouvelles zones taxables.

«Il s’agit clairement d’actes criminels inacceptables et nous avons une équipe d’agents qui enquêtent et identifient les responsables», a indiqué Owain Richards, de la Met Police, dans un communiqué. La police a aussi publié une photo d’un homme qu’elle cherche à retrouver pour quatre infractions commises dans le nord-ouest de Londres le 17 juin.

Malgré les critiques du gouvernement conservateur et des dirigeants de son propre parti, le maire travailliste de Londres Sadiq Khan défend l’extension de la taxe, censée permettre d’améliorer la qualité de l’air. Les conducteurs de voitures à essence généralement fabriquées avant 2006 (norme Euro 4) et de véhicules diesel généralement fabriqués avant 2015 (norme Euro 6) doivent ainsi débourser 12.50 livres (16 fr. 50) par jour pour entrer dans la zone concernée, sous peine de payer une amende de 180 francs. Pour les camions et les cars, il faut payer 100 livres (112 fr.) par jour. Les taxis sont exemptés.

En noir, les caméras volées, en bleu celles vandalisées

La traque estivale des émeutiers par les flics

Publié le 2023-08-18 15:50:03

Émeutes : comment la police traque les délinquants
qui avaient échappé aux arrestations
Le Figaro, 17 août 2023

Les enquêteurs de la police ont effectué un travail colossal, tout au long du mois de juillet, pour retrouver 314 délinquants qui avaient échappé aux arrestations pendant les nuits de violence.

Tandis que la France chavirait soudain dans le chaos lors d’émeutes consécutives à la mort de Nahel, tué le 27 juin dernier après un refus d’obtempérer à Nanterre (Hauts-de-Seine), les forces de l’ordre ont dû encaisser un double choc. D’abord celui, filmé heure par heure, d’un tsunami de violences qui s’est soldé par un bilan de 3800 interpellations, commises en temps réel et en flagrant délit, sur l’ensemble du territoire. Puis un second, beaucoup moins connu, d’une traque judiciaire hors norme dont Le Figaro est en mesure de révéler le détail. Selon un bilan qui s’arrête au 31 juillet dernier, pas moins de 314 émeutiers, casseurs et incendiaires supplémentaires ont été interpellés par des services d’investigations de la sécurité publique et de la police judiciaire. À elle seule, cette dernière s’est vu confier le soin de mener un peu plus de 170 enquêtes particulièrement sensibles, portant sur les actes les plus graves.

«Dès les premiers jours, l’autorité judiciaire a ainsi saisi la PJ sur des événements emblématiques, qu’il s’agisse de destructions et d’incendies de mairies, d’attaques de locaux de police ou de pillages importants, voire de menaces ou d’agressions sur des élus, confie le contrôleur général Frédéric Laissy, chef du service de la communication de la police nationale. Alors même que les dispositifs d’ordre public étaient encore maintenus à leur maximum, les premières interpellations étaient effectuées à domicile, souvent avec le concours de la BRI ou du Raid.»

Ainsi, dès le 5 juillet, la sûreté urbaine de Lille interpellait avec l’appui du Raid une demi-douzaine de voyous impliqués dans l’attaque, menée lors de la deuxième soirée des émeutes, de l’hôtel de police municipal abritant un centre de supervision. Les assaillants ont notamment pu être confondus grâce à leur ADN retrouvé sur des cocktails Molotov. Cinq d’entre eux ont été placés en détention provisoire dans l’attente de leur jugement d’ici à la fin du mois, tandis qu’un de leurs complices est activement recherché. Au même moment, les policiers du Rhône ont appréhendé, au terme d’une enquête éclair, six des délinquants à l’origine de l’incendie volontaire d’un immeuble d’habitation à Saint-Fons, le 2 juillet dernier. Le feu avait été mis dans le local à poubelles avant de se propager aux étages et de provoquer d’importants dégâts dans le supermarché attenant. Là, les limiers de la sûreté ont obtenu des preuves par l’image: l’exploitation de la vidéoprotection d’un commerce voisin a permis d’identifier un premier suspect en raison d’une tenue caractéristique correspondant à celle d’une personne contrôlée peu auparavant par la police municipale. Là encore, les incendiaires présumés ont été placés derrière les barreaux en attendant d’être jugés, tandis que 62 personnes évacuées espèrent toujours être relogées.

À travers le pays et à la faveur des investigations, les unités spécialisées d’intervention ont investi à l’heure du laitier des dizaines de domiciles, alors que le soufflé des violences destructrices n’était pas retombé. L’engagement hors norme des policiers en civil et les opérations ciblées ont sans nul doute douché les ardeurs au cœur des quartiers, battant en brèche tout sentiment d’impunité et participant de facto à une stratégie globale de retour à l’ordre. «Si le temps judiciaire est parfois considéré comme plus long, il faut bien constater que la mobilisation des services d’enquête a joué un rôle à la fois dans la dissuasion au moment des violences urbaines et dans la dissuasion à plus long terme, avec des interpellations et des incarcérations décidées par les tribunaux qui ont pu poursuivre sur la base d’investigations», assure-t-on à la Direction générale de la police nationale.
Sur le terrain, face à la déferlante, l’heure a été à l’union sacrée. La PJ, fortement mise à contribution, a ainsi bénéficié de l’énorme investissement des petits groupes d’enquêtes dans les commissariats des villes moyennes ayant elles aussi payé un lourd tribut en termes de dégâts. Ainsi, à Niort (Deux-Sèvres), les policiers locaux ont multiplié les enquêtes de voisinages et passé au crible des bandes vidéo avant de lancer un coup de filet. Entre les 3 et 12 juillet, ils ont intercepté six membres d’une horde de jeunes émeutiers qui avaient mis le centre-ville à sac, tendant des embuscades à la police, pillant des commerces et brûlant des véhicules dans la nuit du 30 juin au 1er juillet.

Jeunes «barbares»

À Mons-en-Barœul (Nord), ce sont les hommes en noir de la BRI (antigang) qui sont allés chercher 11 jeunes «barbares» qui s’étaient introduits dans la mairie le 29 juin à 0 h 30 avant de la livrer aux flammes, alors que trois agents municipaux étaient pris au piège dans les locaux. Pour remonter la piste des voyous, la PJ, comme à chaque fois, n’a pas lésiné sur les moyens. Chaque indice a été exploité, ce qui a permis de trouver des traces de sang appartenant à l’un des assaillants qui s’était blessé en brisant une vitre, de relever une empreinte sur un véhicule ayant échappé au feu ainsi que de l’ADN sur un engin de mortier. Le suivi des réseaux sociaux, où les plus fanfarons avaient posté des images de leurs «exploits», avait permis d’orienter les soupçons sur certains protagonistes. «Grâce à des constatations effectuées de manière très rigoureuse malgré la masse des indices relevés sur le terrain et à une forte mobilisation des laboratoires pour obtenir des résultats rapides, l’apport de police technique et scientifique a été décisif», souffle le contrôleur général Frédéric Laissy avant d’insister: «Rien n’a été laissé au hasard
Avec méthode, les experts ont en effet passé au crible des pierres, des projectiles divers, des armes de fortune retrouvées sur les champs de bataille, des bouteilles utilisées pour les liquides incendiaires ou encore des traces de sang. Même les briquets ou les étuis de mortiers abandonnés sur place ont été soumis aux analyses. Selon nos informations, le Service national de police scientifique, basé à Écully et qui dispose de cinq laboratoires, a été saisi de 317 dossiers, représentant près de 1800 scellés pour les affaires les plus importantes et sensibles. La majeure partie de ces analyses ont abouti dans les sections «biologiques» et «incendie-explosion». «À côté de ces exploitations pour les affaires les plus sensibles, de très nombreuses saisines ont été assurées sur la base de constatations des services locaux de police scientifique», précise-t-on à la DGPN qui révèle un bilan de «1700 interventions sur le terrain, lesquelles ont alimenté la cinquantaine de plateaux techniques de proximité mobilisés sur plusieurs milliers d’objets».

Outre l’analyse des indices, des réseaux sociaux et l’examen des vidéos – même si un millier de caméras ont été détruites lors des émeutes -, les enquêteurs se sont appuyés sur la connaissance de la population locale par les policiers de quartier, ainsi que sur la géolocalisation. À ce titre, un téléphone portable dérobé dans l’habitacle d’un camion de pompiers volé à Vernon (Eure), au premier soir des émeutes, a permis de retrouver la trace d’un délinquant puis de ses quatre complices. Le profil des interpellés, qui devrait faire l’objet d’une analyse plus poussée, laisse apparaître, comme l’a révélé Gérald Darmanin le 19 juillet devant la commission des lois de l’Assemblée nationale, que la moyenne d’âge est entre 17 et 18 ans. Les plus jeunes sont âgés de 12 ans et les deux tiers n’avaient jusqu’ici pas de casier.

Anticiper

Au total, plusieurs dizaines d’émeutiers ont été placés en détention provisoire, sachant que de multiples contrôles judiciaires ou convocations par officier de police ont été délivrés. En perquisition, les policiers ont retrouvé le butin de pillages (vêtements, cartouches de cigarettes, tickets de La Française des jeux…) et, de manière incidente, de la drogue par kilos. Amorcée depuis un mois, la longue traque est loin d’être achevée puisque les enquêteurs attendent encore des rapports d’analyses et guettent le retour de fuyards partis se réfugier à l’étranger, notamment au Maghreb. Alors que la Place Beauvau sort les muscles, les états-majors diffusent le même mot d’ordre: «Chaque auteur de violences doit se retrouver confronté à ses responsabilités.» Dans un courrier adressé le 2 août dernier au préfet de police de Paris ainsi qu’aux patrons de la police et de la gendarmerie, le ministre de l’Intérieur a demandé de «mobiliser l’ensemble des moyens nécessaires au suivi des individus et groupes d’individus ciblés comme ayant été à l’origine des actions violentes lors des émeutes». «Ce point, insiste Gérald Darmanin, doit constituer l’une de vos priorités tout au long de ces prochains mois.»

Les services de renseignements sont invités à «renforcer, dès à présent, leurs dispositifs d’anticipation de ce type d’événement». L’idée est de prévenir tout débordement à l’approche de la Coupe du monde de rugby et des JO de Paris, lorsque les regards de la planète entière seront rivés sur la France. La moindre faute de carre se paiera cash.

Brochure : Souffler sur les braises…

Publié le 2023-08-18 17:30:03
Cliquer sur l’image pour ouvrir le PDF

[Reçu par mail, 16 août 2023]

Aïwa Crew, Souffler sur les braises… Entretien enflammé avec des révolté-es pour Nahel, Calvados, été 2023, 24 p. A5

Nanterre, le 27 juin. Un jeune de 17 ans conduit sans permis une voiture qu’il a louée. Deux motards de la police le prennent en chasse. Selon leurs dires, il essaie de fuir – et on comprend bien pourquoi il serait motivé à le faire… La voiture se retrouve à l’arrêt, coincé dans des embouteillages. L’un des deux flics secoue le conducteur par la fenêtre pendant que l’autre, à moitié allongé sur le capot, le met en joue en le menaçant de lui mettre une balle dans la tête. La voiture démarre lentement, le flic tire. La voiture finit sa course un peu plus loin dans un poteau. Nahel vient d’être exécuté sommairement.
S’ensuit plusieurs nuits d’émeutes dans toute la France, y compris des villes de taille modeste. Vous trouverez ci-joint une brochure
construite autour d’un entretien avec des participants et participantes à ces nuits enflammées dans un quartier de l’agglomération caennaise.
Vive le feu !

Aïwa Crew

Ahmed, 23 ans, décédé au mitard de la prison de Villefranche.

Publié le 2023-08-19 10:25:05

Mercredi 16 août, Ahmed, un homme noir de 23 ans emprisonné depuis le mois de mars, est décédé au mitard de la prison de Villefranche-sur-Saône alors qu’il devait prochainement en sortir.



Cet article a été repris du média : Lyoninsurrection

Comme dans la plupart des affaires où une personne meurt en prison, l’administration pénitentiaire a annoncé qu’il se serait pendu. Une version différente de plusieurs détenus voisins de sa cellule et avec lesquelles nous avons pu nous entretenir qui affirme qu’Ahmed a été tabassé à mort et étouffé par plusieurs surveillants.

Ce drame nous rappelle celui d’Idir Mederess, 22 ans, qui avait été retrouvé mort dans sa cellule du quartier disciplinaire de la maison d’arrêt de Lyon-Corbas le 9 septembre 2020* alors qu’il devait sortir quinze jours plus tard. Officiellement il s’était pendu, une version là aussi contredite par ses co-détenus qui raconte qu’Idir avait été privé d’eau et d’électricité, contraint à boire l’eau des toilettes et tabassé par les surveillants. Depuis, sa famille se bat pour obtenir la vérité. Une marche blanche est par ailleurs organisée le 9 septembre à Lyon.

En 2019, la prison de Villefranche avait déjà fait parler d’elle alors qu’un jeune homme de 18 ans avait été retrouvé mort durant la nuit, et encore une fois, il se serait pendu de source pénitentiaire. À l’époque, l’enquête avait été rapidement bouclée, innocentant d’office les surveillants.

Chaque année, plus de 250 personnes meurent dans les prisons françaises dans des circonstances obscures.

Cagnotte de soutien à la famille d’Ahmed : https://cotizup.com/pour-ahmedsysawane

Munich (Allemagne) : de nouveaux engins de chantier réduits en cendres

Publié le 2023-08-19 17:35:03

Mais qui a dit que l’été n’était pas propice aux attaques incendiaires contre des structures de la domination ? Pas la police de la capitale bavaroise, en tout cas, où ces dernières n’ont pas cessé. Le 8 juillet, c’est en effet un engin de chantier qui a cramé le long du Föhringer Ring, au nord de Munich, en détruisant les câbles de télécommunication situés le long du pont. Le 16 juillet, c’est une antenne de téléphonie mobile qui a cramé dans le parc de Forstenrieder, au sud de Munich. Puis le 26 juillet, ce sont cinq engins du chantier de construction de la station de métro de Martinsried qui ont été touchés par les flammes à Planneg, cette fois à l’ouest de la ville. Et le 27 juillet, vers 22h30, c’est une machine forestière, utilisée pour les travaux d’abattage de gros arbres, qui a été engloutie par les flammes dans la forêt de Perlach, au sud de la ville, avec encore une fois plus de 100 000 euros de dégâts.

Autant de destructions anonymes qui ont de quoi donner le tournis à des uniformes qui ne savent plus à quel Saint se vouer et dans quelle direction creuser, si bien que des hélicos se sont même mis à tournoyer de nuit dans le ciel munichois afin de partir à la pêche aux saboteureuses. Toujours en vain.
La nuit de dimanche à lundi 14 août, vers 3h30 du matin, l’équipage d’un hélicoptère de la police a ainsi remarqué –mais un peu tard pour lancer la chasse– un nouvel incendie de pelleteuse. Celle-ci se trouvait à la hauteur du barrage central de la rivière Isar, entre Pullach et Höllriegelskreuth au sud de la ville, et appartenait à l’entreprise communale Stadtwerke München (SWM), une des plus grandes sociétés du secteur de l’approvisionnement en énergie d’Allemagne. Les dégâts sont estimés à «  plusieurs centaines de milliers d’euros » par les flics, et l’enquête a une fois de plus été confiée au Kommissariat 43 (infractions à la sécurité de l’État).

Mais ce n’est pas tout. D’une part parce que l’été n’est pas terminé, et d’autre part parce que les petits malins auront remarqué qu’il manquait un point cardinal dans cette belle continuité. Ben oui, il n’y avait pas de raison à ce que les intérêts de la domination situés à l’est de la ville échappent aux flammes !
La nuit de mardi à mercredi 16 août, vers 2h30 du matin, sur le chantier de l’autoroute A94 du côté d’Anzing, à une quinzaine de bornes à l’est de Munich, c’est ainsi qu’un gros engin de chantier est à son tour parti en fumée. Selon la police criminelle, il s’agit probablement d’un incendie volontaire, et les liens avec des cas similaires, y compris dans toute la zone de la préfecture de police de Munich, sont examinés. L’engin calciné était un finisseur d’asphalte stationné sur le chantier, et les dégâts sont à nouveau évalués à plus de 100 000 euros.

Avec deux beaux engins de chantier supplémentaires réduits en cendres, l’un à la veille du 15 août et le second après la fête de l’Assomption, si la Sainte à laquelle se voue la police munichoise pour tenter d’attraper les incendiaires se nomme encore Marie… c’est qu’elle ne doute vraiment de rien !

[Synthèse de la presse allemande (Merkur/Süddeutsche Zeitung), 14 au 16 août 2023]

Cruis (Alpes-de-Haute-Provence) : le projet de centrale photovoltaïque sous les critiques

Publié le 2023-08-19 19:50:03

De nouvelles dégradations sur le chantier de la future
centrale photovoltaïque

La Provence/Le Dauphiné 17-18 août 2023

Quand on approche de la zone sensible, un système de vidéosurveillance se met en marche automatiquement. Celui-ci actionne une sirène dont l’écho part rebondir en contrebas alors qu’un haut-parleur annonce d’une voix stridente : « Attention ! Vous entrez dans un site protégé. Vous devez vous présenter au centre de surveillance ». Les deux sites du futur parc photovoltaïque de Cruis sont en cours de balisage et sont surveillés par des stations mobiles de vidéo-protection.

Au pied de cette installation alimentée par un panneau solaire, quelques dizaines de manifestants, réunis sous le cagnard, au centre d’un large terrain défriché : [le 16 août], en milieu de matinée, des membres du collectif Elzéard-Lure en résistance se sont réunis sur ce site de la Montagne de Lure, à Cruis. Propriété de la commune, le lieu est destiné à devenir -en deux parcelles- un parc photovoltaïque de 17 hectares, sous l’égide de l’entreprise canadienne Boralex [qui possède déjà un autre parc photovoltaïque en activité dans le coin, à Peyruis, qui a été saboté à deux reprises en avril et juillet dernier].

Une fois un premier rassemblement achevé, une dizaine de personnes habillées et pour certaines cagoulées de noir ont fait leur apparition sur le site. Là, « Il y a eu des dégradations de matériel et de la casse de caméras » *, regrette Marine Cholley, responsable Territoire et concertation au sein de Boralex. « Que certains choissisent de dégrader, ce n’est pas notre problème, estime de son côté Sylvie Bitterlin, du collectif Elzéard-Lure en résistance. Pour notre part, nous avons une charte, communiquée à tous nos sympathisants, qui stipule que notre mouvement est non-violent, et sans aucune dégradation de matériel. »

Selon les enquêteurs, de nouvelles dégradations ont ensuite été constatées dans la nuit du jeudi 17 au vendredi 18 août, et portent sur les 250 mètres de clôture plantés quelques jours plus tôt par les ouvriers du chantier. Les fils ont été coupés avec des pinces et les piquets ont été arrachés, certains ont même été tordus.

Une nouvelle plainte a été déposée par la société Boralex, une enquête est menée par la brigade de gendarmerie de Saint-Étienne-les-Orgues. Les forces de l’ordre restent vigilantes face aux éventuelles menaces de dégradation qui pourraient survenir dans la nuit et perpétrées par des groupes isolés.

* Plus précisément, les quatre pneus d’un engin de chantier ont été dégonflés et le câble de l’antenne qui relie la caméra de l’un des systèmes de surveillance a été sectionné.


Indonésie : Contre la répression des anarchistes

Publié le 2023-08-19 19:55:11

Dark Nights / jeudi 17 août 2023

Ce dernières années, on a vu une répression massive, de la part de l’État, contre des individus et des groupes anarchistes. Même si parfois il s’agit d’arrestations arbitraires d’individus lambda, on a porté à notre attention des études récentes, financées par l’État, sur l’activité anarchiste en Indonésie.
C’est pour ces raisons et aussi pour protéger nos compas qui sont déjà la cible de l’État, que nous avons besoin de meilleures infrastructures de résistance, en cette époque de contrôle social et de surveillance. La nécessité de cette infrastructure de solidarité, que nous proposons, est une partie de notre continuelle révolte contre l’État et son apparat. Nous ne sommes pas paranoïaques, ni accablé.es par la peur, au fait c’est le contraire : nous voulons frapper plus fort et nous voulons devenir meilleur.es dans l’assaut du ciel.

Vous pouvez soutenir notre projet d’infrastructure de résistance :

Paypal: https://www.paypal.me/PalangHitam
Bitcoin: bc1qdnwyn9pwccngewszyq67azztdc6cznjhj346vt

 

Groupes anarchistes informels et individus / Ouest Java

Pour l’attaque insurrectionnelle organisée !

Appel à la solidarité révolutionnaire avec les compas anarchistes en Indonésie

Encore une fois, l’État sécuritaire internationale agit contre les tendances anarchistes qui combattent pour établir et maintenir leur résistance en tant que menace pour le système. Les anarchistes d’Indonésie qui ont assez de principes pour mettre en pratique leurs mots sont nos compas de lutte. Dans une atmosphère de répression anti-anarchiste accrue, contre le mouvement en Indonésie, avec la criminalisation du groupe local de l’Anarchist Black Cross, nous faisons appel à la solidarité internationale et à des contacts plus étroits, dans un but d’entraide et de projets communs, pour aider les anarchistes frappé.es par la répression et aider à soutenir les infrastructures anarchistes.

En avril 2022, Muh Taufiqrrohman, consultant en sécurité qui écrit pour Startsea [site internet d’analyse académique-politique sur l’Asie du Sud-Est ; NdAtt.] a publié un court article d’analyse, qui fait partie des appels à la répression du mouvement anarchiste en Indonésie. Le langage de cet « expert » en sécurité est clairement tiré des manuels « anti-extremistes » européens. Étant donné que cette analyse n’était pas une menace en l’air de la part de Startsea et du régime indonésien, nous pouvons en tirer des leçons et analyser les stratégies des sociétés de sécurité européennes et américaines, qui ont pour but d’exporter des techniques répressives dans des nouveaux pays, pour adopter des approches communes au niveau local. Une analyse et une application répressive similaire sont mises en place dans d’autres pays et nous pouvons examiner leurs propositions, les comprendre et agir en réponse.

Pour une internationale noire.

 

Stratsea: Uncoding the Indonesia Lone Wolf Anarchist
Écrit par Muh Taufiqurrohman, rédacteur, consultant en sécurité
https://stratsea.com/uncoding-the-indonesian-lone-wolf-anarchist/

Italie : Sur l’opération Scripta Scelera contre le bimensuel Bezmotivny

Publié le 2023-08-19 20:00:05

La Nemesi / mardi 15 août 2023

Opération Scripta Scelera contre le bimensuel Bezmotivny : premières initiatives en solidarité, une brève mise à jour et quelques réflexions

A l’aube de mardi 8 août, dans différentes villes, a eu lieu une opération répressive – appelée avec le nom ridicule Scripta Scelera (pour chaque opération, ces messieurs ont toujours un nouveau nom, « ambitieux » ou suggestif) – visant, dans les intentions de l’apparat répressif de l’État, à faire fermer le bimensuel anarchiste internationaliste Bezmotivny, en ciblant son activité de publication d’analyses et de réflexions, ainsi que, et plus particulièrement, des textes qui revendiquent des actions, des sabotages et des initiatives d’attaque menées par des anarchistes et des révolutionnaires, partout dans le monde, contre l’État et le capital.

Rappelons brièvement les faits. Cette opération, qui a touché notamment des compagnons anarchistes de Carrare et le Circolo Culturale Anarchico « Gogliardo Fiaschi », a impliqué la notification d’une enquête contre dix compagnons et compagnonnes, la perquisition de leurs habitations (en plus de la perquisition du local cité) et des grosses saisies de journaux et d’autres publications. Parmi ces dix prévenus (pour lesquels le procureur de Gênes, Manotti, a demandé à deux reprises l’incarcération préventive), le juge d’instruction a disposé les arrestations domiciliaires avec toutes les restrictions (y compris le bracelet électronique, qui, toutefois, ne leur a pas été placé, faute d’appareils) pour quatre compagnons, l’interdiction de sortir de la commune de résidence, avec interdiction de sortir du domicile entre 19h et 7h, pour cinq autres, tandis qu’un compagnon n’a été soumis a aucune mesure de contrôle (au commissariat, la police lui a donné une interdiction de territoire, une mesure administrative, de la province de La Spezia, pour deux ans). Au début, l’un des compagnons soumis aux arrestations domiciliaires a été amené en prison, sur ordre du juge d’instruction, car il ne disposait pas d’un domicile officiel. Dans le cadre de cette opération, la police a mis les scellés à l’imprimerie où le journal était imprimé ces derniers temps, dans le hameau d’Avenza.

Le soir de mercredi 9 août, il y a eu, devant les murs de la prison de La Spezia, une salutation à l’adresse du compagnon qui y était enfermé, avec l’espoir que les voix solidaires pussent arriver à ses oreilles. Depuis l’intérieur, des détenus ont répondu. Le 10 et l’11 août, au tribunal de Gênes, il y a eu les interrogatoires devant le juge d’instruction, pour les neuf compagnons pour lesquels il avait ordonné des mesures de contrôle. Le 10 août, le juge a disposé le transfert aux arrestations domiciliaires du compagnon enfermé à la prison de La Spezia ; il est arrivé à la maison le soir. La prochaine étape judiciaire, qui concerne les mesures de contrôle, est l’audience du tribunal des libertés, dont la date n’a pas encore été fixée.

Samedi 12 août il y a eu l’initiative en Piazza Gramsci, à Carrare, qui avait été organisée en solidarité avec les compagnons touchés par cette opération répressive. Du rassemblent sur la place est partie une manifestation, à laquelle ont participé au moins quatre-vingt compagnons, qui a traversé le centre-ville jusqu’au soir, en entonnant des slogans. « L’État n’a jamais réussi à arrêter la propagande anarchiste » était le message écrit sur l’une des banderoles.

Quelques courtes réflexions sur cette opération répressive. Comme cela a déjà été dit, l’enquête – menée principalement pas la DIGOS de La Spezia, par la Direction centrale de la police de prévention et par la Direction anti-mafia et anti-terrorisme du district de Gênes – s’est focalisée sur l’activité de rédaction, de publication et de distribution, depuis 2020, de Bezmotivny. A l’instar de ce qui avait déjà été effectué dans le cadre de l’opération Sibilla par le ROS des Carabinieri et le parquet de Pérouse, avec le coordination de la Direction Nationale anti-mafia et anti-terrorisme (qui a versé à ce dossier une ancienne enquête menée à Milan), une affaire pour laquelle la procureur Comodi a demandé, en septembre 2021, huit détentions préventives pour des compagnons, parmi lesquels Alfredo Cospito, à cause de la publication du journal anarchiste Vetriolo, cette opération-ci s’appuie elle aussi sur des accusations d’association subversive avec finalité de terrorisme et de renversement de l’ordre démocratique (art. 270 bis du code pénal) et de provocation aux crimes et délits (art. 414 du code pénal), avec la circonstance aggravante de la finalité de terrorisme. Cette dernière affaire présente donc des fortes similitudes, mais aussi quelques différences, avec celle instruite par le parquet de Pérouse (où, d’ailleurs, sont inculpés trois des compagnons visés aussi par l’ enquête de ces jours).

Premièrement, même si cette enquête ne vise pas à étayer la mesure de détention en régime 41-bis pour Alfredo Cospito (qui est en prison depuis plus de dix ans et qui a revendiqué le fait d’avoir blessé le PDG d’Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi), elle poursuit – chose qui ressort du dossier avec une répétitivité obsessive – la tentative éhontée et vaine, de la part des forces de la répression, de « redéfinir » les rapports entre les compagnons, en décrivant notre compagnon Alfredo, tour à tour comme un « chef », un « idéologue », un « théoricien avec un rôle d’orientation des actions » et la presse anarchiste comme « instigatrice » de la réalisation d’actions révolutionnaires. En ce sens, tandis que la guerre et les nécessités bellicistes des États sont le contexte social et politique de notre époque, la sempiternelle campagne répressive anti-anarchiste se poursuit, visant à faire taire la solidarité avec les révolutionnaires emprisonnés et, surtout, à frapper le principe de la solidarité entre compagnons, entre exploités, dans sa déclinaison révolutionnaire et internationaliste. Contrairement, par exemple, à l’affaire Sibilla (où, de toute évidence, le juge d’instruction avait voulu montrer plus d’« indépendance »), il est remarquable que, après que le procureur ait avancé la requête de dix détentions préventives, cette mesure ait reçu, pour les chefs d’inculpation, une caution presque complète, lors de la décision des mesures de contrôle, car, pour huit compagnons, le juge d’instruction a décidé de les appliquer aussi à cause de l’inculpation pour l’article 270 bis du code pénal, en démontrant, à ce sujet, son asservissement complet aux exigences du parquet.

Enfin, il apparaît évident que cette opération veut essayer de frapper le mouvement anarchiste, en visant encore une fois ses instruments de propagande et d’agitation, elle veut rétablir donc le prestige de l’anti-mafia et anti-terrorisme (depuis longtemps, la Direction nationale anti-mafia est devenue aussi « anti-terrorisme », la structure de coordination de l’offensive répressive en cours depuis des années contre les anarchistes), à la suite du fort mouvement de solidarité internationale qui s’est développé après le transfert d’Alfredo Cospito en 41-bis, en mai 2022, et particulièrement pendant sa grève de la faim, contre le 41-bis et la peine de perpétuité avec période de sûreté illimitée, entre le mois d’octobre de la même année et avril dernier. Une mobilisation qui, en empêchant la tentative d’anéantissement du compagnon, en lui évitant donc une condamnation presque certaine à la perpétuité, a été une sérieuse épine dans le pied pour cette offensive répressive et pour le maintient de la paix sociale.

Conscients que celle-ci n’est pas une opération contre des libertés inexistantes, libertés « de la presse », « d’expression », « d’opinion »… inexistantes précisément parce qu’elle sont des mensonges illusoires de la part de la justice, nous continuons à n’accorder aucune confiance à cette dernière, conscients que l’élément « technique » est toujours dominé et dirigé par le « politique » : des exigences de nature politique-idéologiques bien précises portent à ces opérations répressives et notre lutte n’a certainement pas lieu sur le terrain du droit (et, même si on le voulait, il serait impossible de répliquer à des accusations qui, à la fin, touchent à l’identité, à la personnalité, au tempérament des compagnons).
Des opérations répressives comme celle-ci n’arrêtent rien du tout : jusqu’à quand existeront une société divisée en classes, l’exploitation et toute forme d’oppression sociale, l’État ne pourra pas arrêter la germination des idées révolutionnaires et les anarchistes continueront à lutter.

Le Circolo Culturale Anarchico, ouvert en via Ulivi 8, à Carrare, depuis les années 70, reste encore actif, avec son archive qu’on peut consulter, sa distribution et ses initiatives.

SOLIDARITÉ AVEC GAIA, GINO, LUIGI, PAOLO ET TOUS LES COMPAGNONS ET LES COMPAGNONNES SOUS ENQUÊTE.

(15 août 2023)

Several Hundreds Of Mink Released From A Fur Farm – Wisconsin, USA

Publié le 2023-08-20 07:05:11

August, 2023

"a few nights ago we visited olsen fur farm (smieja) at w22875 state road 121 in independence wisconsin. it's operational for now, but maybe releasing several hundred mink has a chance to close it for good. we hope many of the mink enjoy their freedom in the wild and that this farm will be unable to breed thousands upon thousands of them in future years. they have an opportunity now to cut their losses and leave the fur industry forever.

fur farms exist only for fashion and profit. though the industry has declined significantly in the past decade, hundreds of thousands of animals are bred and murdered for their fur every year. even if these minks lives in the wild are cut short by nature or human intervention, the farm would have undoubtedly slaughtered them all. there is real joy in bearing witness to these animals getting their first taste of freedom. we hope this action inspires others to take similar action for animals near them. with a little planning and a few cheap tools, you too can liberate hundreds of creatures in a few short hours. until all cages are empty, for humans and non human animals alike. free them ALL"

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